Dal 1 al 20 settembre "fermo biologico" per la raccolta del tartufo

Pubblicato il: 29/08/2018
Autore: Redazione GreenCity

Questo per rispettare la stagionalità del tartufo e permettere all’ambiente i giusti tempi di attività e riposo. Dal 21 settembre il tartufo potrà fare il suo ingresso in ristoranti, mercati e negozi.

Si avvicina la stagione del tartufo con buone prospettive legate all’andamento climatico dell’annata. Però, si avvicina anche il “fermo biologico”, uno stop alla raccolta per tutte le specie di tartufo dal 1 al 20 settembre.
Il Centro Nazionale Studi Tartufo e l’Unione delle Associazioni Trifulau Piemontesi spiegano quanto sia necessario un periodo di “tregua” per evitare un eccessivo sfruttamento dell’ambiente durante un momento fondamentale per la maturazione dei corpi fruttiferi. 
A partire dal 21 settembre sarà quindi possibile procedere alla ricerca del Tuber magnatum Pico, sino al 31 gennaio, in quel periodo, sulla base della legge regionale, il Tartufo Bianco d’Alba del Piemonte farà il suo ingresso in ristoranti, mercati e negozi.
Pe la nuova stagione nulla è cambiato dal punto di vista legislativo, in particolare è in vigore la normativa fiscale del 2017 che aveva causato tensioni e polemiche. L’esperienza dello scorso anno ha allontanato qualche timore perché ha reso evidente che non ci sono adempimenti burocratici da parte dei trifolao e che l’imposta pagata dall’acquirente per conto del cercatore è sostitutiva e non fa cumulo con gli altri redditi. Il cercatore occasionale, in pratica, al momento della vendita dei tartufi, deve rilasciare una ricevuta con il proprio nome, cognome e codice fiscale. L’acquirente applica al compenso dovuto al cercatore una ritenuta a titolo di imposta che provvederà a versare allo Stato, il cercatore non dovrà inserire il ricavo nella dichiarazione dei redditi.

Categorie: Green Life

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