E’ l’anguria la regina dell’estate

Pubblicato il: 21/08/2018
Autore: Redazione GreenCity

L'anguria possiede tra l'altro una elevata concentrazione di licopene, sostanza anti-ossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi e aiuta il sistema immunitario.

Secondo un sondaggio CNA-SWG quasi tre italiani su quattro considerano l’anguria l’alimento più adatto a combattere la calura estiva. E l’anguria per gli italiani è sinonimo soprattutto di estate e di freschezza, sottolinea il sondaggio CNA-SWG. Il 73% degli interpellati nel sondaggio punta sull’anguria, con una leggera prevalenza dei maschi (74%) sulle donne (72%). I fan del melone si fermano al 27% con preferenze per genere invertite. Quanto alle fasce d’età, l’anguria trionfa tra i 45-54enni, con il 77% delle preferenze, mentre il melone subisce la sconfitta più onorevole tra i 55-64enni, con una propensione del 32%.
I tifosi dell’anguria, infine, crescono via via che ci si allontana dalle Alpi. Nelle Isole toccano l’83%, nel Sud l’80%, mentre nel Nord-Ovest si arrestano (si fa per dire) al 61%.
L’anguria si mangia a fette per il 74% dei suoi fan (in prevalenza maschi, che raggiungono il 78%) e a cubetti per il rimanente 26%. E soprattutto (per il 72% degli interpellati) l’anguria si gusta da sola. Da sola basta e avanza. Per mangiare, bere e lavarsi la faccia, come recitava un adagio salernitano. Se proprio si vuole miscelarla, si può pensare alla macedonia (10%) o allo spiedino di frutta (8%).
Viceversa il melone: il 42% degli aficionado lo preferisce in compagnia del prosciutto contro il 38% di “puristi” e il 10% di amanti della macedonia. Mentre anche i “melonofili” lo mangiano di preferenza a fette (81%) più che a cubetti (19%).
L’anguria “king size” va sempre meno. “Less is more” è la nuova parola d’ordine. “Meno è più” ovvero “meno è meglio”. Nella società dominata dalle famiglie mononucleari, dove i gusti dei singoli la fanno da padrone e dove le case sono sempre meno spaziose, l’anguria da decine di chilogrammi diventa un controsenso. Negli ultimi anni, pertanto, la ricerca si è concentrata con successo sulla segmentazione e sulle esigenze del marketing. Oggi si cercano (e si trovano) angurie da pochi chili (da due a otto, di solito), anche a pasta gialla e senza semi, “seedless”. Il “seedless” è un’altra esigenza dei consumatori e per un Paese come il nostro, con spiccata vocazione all’export, non si può non tenerne conto.
Il raccolto si concentra in Lazio (139mila tonnellate), Campania (103mila tonnellate), Puglia (86mila tonnellate), Lombardia (65mila tonnellate) e Sicilia (46mila tonnellate).
Ecco le dieci virtù dell’anguria che non tutti conoscono:
  • Possiede una concentrazione elevatissima di licopene, sostanza anti-ossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi e aiuta il sistema immunitario.
  • Il suo succo è indicato per chi svolge attività agonistica: aiuta ad alleviare la stanchezza dei muscoli e ad abbassare la frequenza cardiaca.
  • Il suo succo sarebbe utile anche contro l’ipertensione: è fonte dell’amminoacido essenziale arginina, noto per le sue qualità anti-ipertensive.
  • E’ composta al 93% di acqua e quindi è ottima come diuretico e per combattere la disidratazione.
  •  Ha un bassissimo contenuto calorico: un etto apporta circa 16 calorie.
  • E’ indicata per quanti stanno a dieta: grazie all’acqua e alle fibre di cui è ricca, offre una sensazione di sazietà.
  • E’ considerata una sorta di viagra naturale: merito della citrullina che svolge un’azione vaso-dilatatoria. Attenzione: la citrullina è contenuta in larga parte nella fascia bianca, che si tende a scartare, benché sia perfettamente commestibile e abbia lo stesso sapore del cetriolo.
  • Anche i suoi semi, essiccati e arrostiti, hanno un effetto vaso-dilatatorio.
  • E’ ricca di potassio e, di conseguenza, è consigliata per quanti soffrono di ritenzione idrica, eccitabilità neuromuscolare, problemi legati al ritmo cardiaco.
  • Può conciliare il sonno, perché stimolerebbe la produzione di serotonina, potente anti-depressivo.

Categorie: Green Life

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