Un violento incendio sta distruggendo le foreste del Kilimangiaro

Pubblicato il: 19/10/2020
Autore: Redazione GreenCity

Con i suoi 6.000 metri il Kilimangiaro in Tanzania è la vetta più alta dell'Africa, che svetta solitaria dalla savana africana. La bellezza dei luoghi e la ricchezza di fauna e di flora hanno fatto si che nel 1973 venne creato il Parco Nazionale del Kilimangiaro, dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1987.

Un incendio di vaste proporzioni sta divorando foreste e ambienti steppici del Kilimangiaro, a 3.700 metri, in una delle aree più preziose per la biodiversità del pianeta. Con tutta probabilità a diffondere i roghi è stato il fuoco acceso per riscaldare il cibo da parte di una delle tante spedizioni. Il fuoco interessa un’area di oltre 50 km2, alimentato da siccità e dai forti venti. Le operazioni di spegnimento, coordinate dal governo (che ha messo a disposizione un elicottero) e che coinvolgono più di 500 volontari , sono rese difficili anche dalla mancanza di attrezzature sufficienti. Le Nazioni Unite hanno donato centinaia di sacchi a pelo e coperte. Stanno fornendo sostegno anche aziende, ONG (WWF Tanzania), guide turistiche e comunità vicine.
Dopo le foreste californiane, quelle dell’Alaska, l’Amazzonia e l’Australia, l’incendio in Tanzania non è da ritenersi un evento unico e casuale ma una delle drammatiche conseguenze di una crisi globale, quella climatica, che esacerba la diffusione, la portata e gli effetti degli incendi. Le fiamme sul Kilimangiaro, innescate dal comportamento di uno dei tanti  gruppi di portatori che accompagna ogni anno i 50.000 visitatori che battono i suoi sentieri verso la vetta, hanno trovato una presa facile in un habitat provato dalle temperature in continuo aumento e dalla siccità che sta piegando molte regioni africane. Proprio poche settimane fa il WWF aveva pubblicato il report dove metteva in evidenza che dalla savana alla tundra, nessun ecosistema è immune alle fiamme.
"La perdita anche di un solo metro quadrato degli straordinari habitat che fanno del monte Kilimangiaro un ecosistema unico e prezioso è una gravissima perdita per la Tanzania e per tutto il pianeta. Ad oggi purtroppo l’incendio ha già distrutto più di 50 chilometri quadrati, un vero disastro - ha dichiarato Isabella Pratesi, Direttore Conservazione WWF Italia - . Il mondo intero deve diventare più consapevole di quanto gli incendi siano una pericolosissima piaga, alimentata dai nostri comportamenti errati e dal cambiamento climatico.  Dobbiamo creare un sistema di contrasto e di intervento globale che aiuti i paesi più in difficolta ma più ricchi di biodiversità a prevenire e combattere gli incendi. L’alternativa è assistere in pochi anni alla distruzione di ecosistemi e di luoghi straordinari ed iconici, proprio come il Kilimangiaro”.
Il Parco nazionale del Kilimangiaro è molto ricco di specie: circa 2.500 le specie di piante, di cui 1.600 sui pendii meridionali e 900 all'interno della cintura forestale. 130 le specie di alberi con la maggiore diversità tra i 1.800 e i 2.000 metri. Ci sono anche 170 specie di arbusti, 140 specie di epifite, 100 liane e 140 pteridofite. Sono presenti 140 specie di mammiferi (87 forestali), tra cui 7 primati, 25 carnivori, 25 antilopi e 24 specie di pipistrelli e 179 di uccelli tra cui alcuni rari ed endemici. Occasionalmente presenti il gipeto e il rondone alpino.

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Categorie: Ambiente

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