Isole Canarie, dove balene e delfini sono liberi di assembrarsi

Pubblicato il: 21/04/2020
Autore: Redazione GreenCity

Sono quasi una trentina le specie di cetacei che “affollano” le acque delle Canarie: il whalewatching è regolato da norme che rispettano gli animali e l’ambiente.

Le Isole Canarie offrono uno dei paesaggi marini più affascinanti al mondo e le loro acque ospitano 28 specie di cetacei differenti tra balene, delfini e altri esemplari autoctoni.  
La posizione geografica della Canarie e le caratteristiche oceanografiche di questa regione favoriscono la presenza e il passaggio di una numerosa varietà di cetacei: un ecosistema marino unico in Europa. In uno solo giorno si possono incontrare fino a nove specie diverse, tra cui il calderon tropical, il delfino maculato atlantico, e il rorcual tropical, la balenottera di Eden.
L’osservazione di balene, delfini, capodogli e altri cetacei, è una delle attrazioni principali delle isole, ma è anche un’opportunità per combinare la curiosità degli appassionati di  whalewatching con il rispetto per l’ambiente in cui questi splendidi mammiferi marini vivono.Queste specie sono protette da regolamenti autonomi, nazionali ed europei, oltre che da convenzioni come quelle di Bonn e Berna, ratificate dal governo spagnolo.
Alle Isole Canarie esistono numerose aree ZEC (Zonas de Especial Conservación de la Red Natura 2000) che tutelano la vita dei cetacei. “Molte di queste specie sono rare e poco conosciute”, spiegano dalla Società di Studio dei Cetacedi dell’Arcipelago Canario. “L’accesso alle coste è molto semplice e questo rende l’arcipelago il laboratorio ideale per la ricerca e la loro salvaguardia”.
 Elsa Jiménez, direttrice della Fundación Cram - organizzazione privata per la protezione dell’ambiente marino e delle specie che lo abitano - ritiene che “il transito indisciplinato delle barche nei luoghi di passaggio dei cetacei potrebbe condizionare la vita degli animali. La loro comunicazione, per esempio, potrebbe essere compromessa dal rumore dei motori”. Il rischio è che i cetacei si innervosiscano, entrando in collisione con le imbarcazioni. 
Dalla necessità di realizzare un piano di turismo responsabile è nata l’idea del distintivo Barco Azul, la certificazione che segnala quali imbarcazioni possiedono i requisiti per accompagnare i turisti nell’osservazione dei cetacei. Questo significa che durante gli avvistamenti non consentono ai passeggeri di dare cibo agli animali o fare il bagno con loro. Altre linee guida prevedono di mantenere una distanza di sicurezza di almeno 60 metri, effettuare manovre di avvicinamento specifiche, non trattenersi con gli animali per più di mezz’ora, abbandonare la zona quando in caso di concentrazione di barche troppo numerosa. Le stesse regole limitano l’utilizzo del motore e cambi di marcia improvvisi in vicinanza degli animali.

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Categorie: Ambiente

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