Il 2025 si è chiuso con un bilancio allarmante per il settore automobilistico italiano, che evidenzia come il tanto atteso decollo della transizione energetica sia stato, ancora una volta, rinviato. Secondo i dati emersi dalla 29ª edizione della Sintesi Statistica dell’UNRAE, il nostro Paese fatica a tenere il passo con il resto del continente, attestando la quota di vetture ricaricabili, tra elettriche pure e ibride plug-in, al 12,8%, un valore che appare irrisorio se confrontato con la media del 31,2% registrata negli altri trenta Paesi europei. Questa discrepanza relega l’Italia all'ultimo posto fra i maggiori mercati dell’Unione, superata in modo netto anche da nazioni come la Spagna, la Francia, la Germania e il Regno Unito.
Il Direttore Generale di UNRAE, Andrea Cardinali, non ha esitato a commentare duramente la situazione, puntando il dito contro l'efficacia degli incentivi statali che, spesso, hanno generato solo effetti di attesa invece di stimolare una domanda strutturale. Secondo l’associazione, è urgente intervenire sulla fiscalità, in particolare per quanto riguarda le flotte aziendali, sfruttando la flessibilità sui vincoli di bilancio concessa dalla Commissione Europea per mobilitare quel tesoretto da 14 miliardi di euro che potrebbe fungere da volano per la defiscalizzazione della transizione green. La necessità di un cambio di rotta è dettata anche dal fatto che l'Italia è l'unico grande mercato privo di incentivi diretti ai privati, in un contesto dove i prezzi dell'energia per la ricarica rimangono tra i più elevati del continente.
Parallelamente alle difficoltà nell'adozione dell'elettrico, il mercato automobilistico italiano ha sofferto una contrazione generale, con il comparto autovetture che è calato del 2,1% a fronte di una crescita europea del 2,4%. La crisi ha colpito trasversalmente anche i segmenti dei mezzi pesanti, dei furgoni e degli autobus, che hanno risentito del calo fisiologico dopo i picchi registrati l'anno precedente grazie ai fondi PNRR. A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge l'insufficienza cronica delle infrastrutture di ricarica pubbliche: con soli 15,5 punti di ricarica ogni 100 km di strade, l'Italia rimane inchiodata al sedicesimo posto in Europa, ben lontana dalla media continentale di 22,1 punti.
Lo stato di salute del parco circolante, che a fine 2025 contava circa 46,5 milioni di autoveicoli, conferma una criticità strutturale legata all'anzianità dei mezzi. Le autovetture in circolazione presentano un’età media di 13,0 anni, con una quota significativa di veicoli antecedenti alla normativa Euro 4, e situazioni analoghe si riscontrano per i veicoli commerciali leggeri, i mezzi industriali e gli autobus. Questo parco vetusto non solo rappresenta un freno alla sicurezza stradale, ma ostacola gli obiettivi di decarbonizzazione che l’Europa impone.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di GreenCity.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.
Categorie: Mobilità
Tag:
Notizie che potrebbero interessarti:
Italia prima in Europa per numero di ZTL, ma...
Auto elettriche e tecnologia V2G: in Italia...
Idee per viaggiare in modo consapevole: le...
Nilox lancia la nuova e-MTB MB10: la mountain...
Valtellina su due ruote: il paradiso del...
Parco auto italiano: la transizione green...