Bracconaggio di elefanti: SOS dal Mozambico

Pubblicato il: 03/07/2014
Autore: Redazione GreenCity

Le zanne di elefante sono commerciate soprattutto nei mercati asiatici, in particolare Thailandia e Cina, dove l’avorio viene utilizzato a scopo ornamentale.

Centinaia di elefanti morti nel Nord del Mozambico negli ultimi tre anni: lo dicono gli ultimi risultati di una ricognizione aerea commissionata dal WWF-Mozambico. Secondo l’indagine, tra i 480 e i 900 elefanti sarebbero stati uccisi dai bracconieri nell’area tra il 2011 e il 2013.
L'indagine aerea nel Parco Nazionale Quirimbas condotta a fine 2013 ha rilevato che quasi la metà degli elefanti avvistati dal cielo erano, purtroppo, carcasse.
"Le morti di elefante sono probabilmente a causa della caccia illegale e le perdite rischiano di essere devastanti per la popolazione", ha detto Anabela Rodriguez, Country Director di WWF-Mozambico.Nei giorni scorsi le ONG di conservazione, gli esperti della fauna selvatica e funzionari governativi si sono incontrati a Maputo, in Mozambico, con l’obiettivo di contrastare questo rinnovato assalto da parte dei bracconieri alle popolazioni di elefanti e rinoceronti dell'Africa meridionale. Il workshop è stato finanziato dal WWF-Sudafrica e dal governo tedesco (BMZ).
"Se i governi coinvolti - ha detto Isabella Pratesi, Direttore Programmi di Conservazione Internazionali del WWF Italia- non mettono in piedi delle forti misure di controllo e repressione del bracconaggio rischiamo nell’Africa subsariana una nuova strage di elefanti, simile a quella che negli ultimi 10 anni ha portato a perdere il 62% degli elefanti di foresta nell’Africa centrale".
"Il Mozambico è uno dei principali teatri del massacro di elefanti e di transito di avorio in Africa , oltre che importante area di stoccaggio per il transito e l'esportazione di corno di rinoceronte per i mercati asiatici - ha detto Colman O'Criodain, esperta di commercio di fauna e flora del WWF internazionale - . Abbiamo bisogno di azioni urgenti e di un costante impegno per la lotta contro queste attività illegali".
La CITES (Convenzione Internazionale sul commercio delle specie di flora e fauna selvatiche) si riunirà in luglio per valutare i progressi compiuti dai paesi più coinvolti nel commercio illegale di avorio.
L'incontro del prossimo luglio arriva sulla scia delle statistiche sempre più allarmanti provenienti dal Nord del Mozambico e aree limitrofe del Sud Africa. Sebbene il Mozambico non abbia una popolazione di rinoceronte naturale, fatta eccezione per alcuni animali che si allontanano attraverso il confine dal Parco Nazionale Kruger, è fortemente implicato nella bracconaggio in Sud Africa. I dati resi noti alla fine di maggio mostrano un totale di 442 rinoceronti sono già stati massacrati nel 2014.

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Categorie: Ambiente

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