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Bologna e il futuro climatico: come le ondate di calore trasformeranno la città

Pubblicato il: 02/07/2026
Autore: Redazione GreenCity
Uno studio dell'Alma Mater analizza la distribuzione del calore urbano per guidare le future strategie di adattamento contro il cambiamento climatico.

Bologna diventa un laboratorio a cielo aperto per studiare il riscaldamento globale in ambito urbano. Un importante studio coordinato dal Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Alma Mater, pubblicato sulla rivista Urban Climate, ha analizzato in modo dettagliato come il calore si distribuisce all'interno del capoluogo emiliano. La ricerca ha ricostruito la struttura tridimensionale del calore durante eventi estremi, esaminando non solo la distribuzione orizzontale, ma anche l'evoluzione verticale delle temperature atmosferiche. L'obiettivo era capire come la città risponde alle ondate di calore attuali e come si trasformerà nei prossimi decenni, confrontando le condizioni odierne con diversi scenari legati al riscaldamento globale. Secondo la professoressa Silvana Di Sabatino, che ha guidato il team di ricerca, conoscere la distribuzione del calore è fondamentale per individuare le aree più vulnerabili e progettare interventi di adattamento efficaci.

Le simulazioni hanno confermato con chiarezza la presenza del fenomeno dell'isola di calore urbana, che si intensifica in modo particolare durante le ore notturne. Le zone densamente edificate trattengono il calore accumulato durante il giorno, impedendo un raffrescamento adeguato, a differenza di quanto accade nelle aree rurali circostanti dove la temperatura scende più rapidamente. Questo calore si concentra soprattutto negli strati più bassi dell'atmosfera, proprio dove vivono le persone e si sviluppano le infrastrutture. L'accumulo di calore non è uniforme, poiché varia sensibilmente in base alla densità edilizia, alla quantità di verde, ai materiali utilizzati e alla ventilazione presente nei diversi quartieri della città.

Guardando al futuro, lo studio ha simulato diversi scenari climatici per prevedere l'evoluzione delle ondate di calore nei prossimi decenni. Nello scenario a alte emissioni, il calore accumulato dalla città persiste più a lungo e la differenza di temperatura tra l'area urbana e quella extraurbana può raggiungere i 5°C durante la notte. Al contrario, in uno scenario a emissioni moderate, il ritorno a condizioni più fresche appare più rapido. Queste differenze sono cruciali per pianificare strategie di adattamento mirate: la professoressa Di Sabatino sottolinea infatti che le soluzioni devono essere basate su solide evidenze scientifiche per garantire la resilienza del territorio.

Le strategie future dovranno quindi cambiare in base al tipo di problema predominante. Se il rischio principale sarà la persistenza del caldo notturno, risulterà decisivo favorire la dispersione termica attraverso l'aumento del verde urbano, l'uso di materiali riflettenti e la creazione di corridoi di ventilazione. Laddove invece prevarrà il caldo diurno, gli interventi più efficaci si concentreranno sull'ombreggiatura, sul raffrescamento evaporativo e sull'impiego di superfici ad alta riflettanza. In definitiva, lo studio dimostra che rendere Bologna una città più resiliente non richiede solo la riduzione delle emissioni, ma anche una progettazione urbana consapevole e scientificamente fondata, capace di mitigare gli effetti sempre più estremi del clima nelle nostre città.



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Categorie: Green Life

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