L'impennata dei costi alla pompa, alimentata dalle tensioni geopolitiche globali, sta provocando una scossa nel mercato dell'auto usata in Italia. Secondo i dati del Centro Studi AutoScout24, il mese di marzo 2026 ha segnato una netta inversione di tendenza: mentre l'interesse per le motorizzazioni diesel è calato del 3%, le richieste per i veicoli elettrici sono balzate del 41% rispetto al mese precedente. Nonostante il taglio delle accise, l'incertezza sul futuro dei prezzi sta spingendo oltre un quarto degli automobilisti a considerare seriamente l'abbandono dei motori a combustione interna.
Il mercato dell'usato elettrico sembra oggi offrire finestre di opportunità interessanti: il prezzo medio si attesta intorno ai 27.780 euro, registrando una leggera flessione (-3,3%) rispetto allo scorso anno. Questo dato, unito alla convinzione del 60% degli intervistati che i costi dei carburanti continueranno a salire nel prossimo decennio, sta trasformando l'auto elettrica da una scelta di nicchia a una reale strategia di risparmio a lungo termine.
Le reazioni degli italiani di fronte ai rincari non sono però univoche. Se il 26% è pronto al salto verso l'elettrico e il 29% punta sull'ibrido, esiste una fetta consistente di utenti (26%) che preferisce adottare una strategia di rinuncia, limitando la guida agli spostamenti essenziali e tagliando i viaggi di piacere. Per chi invece ha già deciso di puntare sul "green", i fattori determinanti restano legati al portafoglio: il 40% degli acquirenti dichiara che la scelta finale dipenderà dalla presenza di incentivi finanziari e da un prezzo d'acquisto più contenuto, seguiti dai vantaggi derivanti dai minori costi di gestione.



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