AI, social selling e turismo: oggi la meta si decide online
La pianificazione dei viaggi è sempre più influenzata dai contenuti digitali e dai social media, spingendo gli operatori turistici ad adottare strategie basate sull'autenticità e sulle nuove tecnologie.
Autore: Redazione Greencity
Il viaggio contemporaneo nasce online, dove recensioni, immagini e video orientano le scelte dei turisti prima ancora della partenza. I dati evidenziano come il 35% dei viaggiatori utilizzi i social media per organizzare le vacanze, con una crescita annuale del 13%. L'influenza di queste piattaforme è ancora più marcata tra le generazioni più giovani: il 79% di Millennials e Gen Z dichiara di lasciarsi condizionare dai social media nella pianificazione. Parallelamente, emerge il fenomeno della "trendification", in cui le destinazioni diventano virali grazie agli algoritmi, influenzando flussi turistici, prezzi e disponibilità.
L'esperienza ricercata dai viaggiatori è oggi strettamente legata alla condivisibilità digitale. Secondo il report Global Travel Trends 2026, oltre il 75% di Millennials e Gen Z programma di provare cibi diventati virali online, mentre l'82% è disposto a compiere azioni fuori dall'ordinario pur di poterle raccontare sui social. Questo scenario rende necessaria per gli operatori una strategia di "social selling": non una semplice promozione, ma un approccio basato sulla costruzione di relazioni autentiche e sulla condivisione di valore, come sottolineato da Gianni Adamoli, Presidente del CdA di Execus. Una presenza attiva e dialogica, che include la gestione di commenti e recensioni e la condivisione di contenuti realistici, è fondamentale per costruire una credibilità digitale solida.
Le statistiche confermano l'importanza di questo presidio:
Oltre 700 milioni di post su Instagram sono associati alla parola "travel" e il 76% degli utenti che consuma contenuti di viaggio sui social trova ispirazione per partire proprio da queste piattaforme.
Quasi un viaggiatore su due sceglie le destinazioni in funzione della loro "condivisibilità".
Oltre il 60% delle persone è più propenso a visitare un'attività dopo un'interazione positiva sui social, e il 67% utilizza queste piattaforme per cercare raccomandazioni durante il viaggio.
Oltre il 70% dei viaggiatori condivide esperienze positive online, generando una visibilità organica che spesso supera l'efficacia della pubblicità tradizionale.
A supportare questa trasformazione digitale intervengono i Big Data e l'intelligenza artificiale. Il mercato globale dell'AI applicata al turismo è previsto in forte espansione, con stime che potrebbero superare i 13 miliardi di dollari entro il 2030. L'intelligenza artificiale abilita l'uso di chatbot, sistemi di pricing dinamico e analisi avanzate per anticipare i bisogni degli utenti.
Tuttavia, il fattore critico rimane l'autenticità. La sfida per gli operatori è mantenere la coerenza tra il racconto digitale e l'esperienza reale, evitando di costruire aspettative irrealistiche che danneggerebbero la reputazione a lungo termine. Come conclude Adamoli, il social selling autentico richiede di mostrare la vera identità di una struttura o destinazione, privilegiando la costruzione di una fiducia duratura rispetto all'inseguimento effimero delle tendenze.
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