La rivoluzione nel piatto: a Padova debutta la prima carne da allevamento rigenerativo

Una filiera d’eccellenza tra San Pietro in Gu e Carmignano di Brenta dimostra come la ristorazione possa nutrire l’ambiente oltre che l'uomo.

Autore: Redazione Greencity

Nel cuore della provincia di Padova, l'approccio alla produzione alimentare compie un salto evolutivo passando dal concetto di conservazione a quello di rigenerazione. Presso la Verderosa Farm di San Pietro in Gu, la gestione del bestiame non si limita a ridurre l’impatto, ma si trasforma in un’attività capace di restituire risorse al territorio. Grazie a un modello scientifico curato dallo spin-off dell’Università di Padova Etifor, l’allevamento riesce a catturare cinque volte la CO2 emessa e a infiltrare nel suolo ben 42 volte l’acqua impiegata annualmente, superando di gran lunga i parametri della tradizionale agricoltura biologica o sostenibile. Il fulcro di questo progetto è la razza bovina Rendena, una specie autoctona rustica che ha rischiato l’estinzione e che oggi è tutelata da un apposito Presidio Slow Food. Questi animali vivono liberi all’aperto e vengono gestiti attraverso il pascolo razionale turnato, una tecnica che suddivide i terreni in piccole parcelle per permettere la naturale ricrescita dell’erba, garantendo ai bovini nutrimento sempre giovane e di alta qualità. L'assenza totale di prodotti industriali, antibiotici e OGM si traduce in una carne dalle proprietà nutrizionali superiori, particolarmente ricca di Omega 3 e grassi insaturi, che rispetta i tempi della natura con cicli di crescita che arrivano fino a 30 mesi. L'impatto positivo di questa realtà si estende ben oltre i confini della stalla, integrandosi in un vasto network territoriale di Natural Based Solutions. Attraverso la creazione di corridoi verdi, zone umide e la piantumazione di oltre 18mila alberi, la farm contribuisce attivamente alla salute del ciclo dell’acqua e alla difesa della biodiversità locale. Terreni un tempo destinati a colture intensive sono stati convertiti in prati stabili gestiti senza fitofarmaci, che fungono da spugne naturali per l'acqua piovana e da rifugio per la fauna selvatica, combattendo efficacemente i fenomeni di siccità e le esondazioni. Questa visione avanguardistica trova il suo naturale compimento a soli quattro chilometri di distanza, nelle cucine del Gustificio a Carmignano di Brenta. Il locale, recentemente inserito nella Guida Michelin 2026, è la prima struttura a proporre le carni rigenerative della Verderosa Farm, accorciando drasticamente la filiera e garantendo la massima freschezza del prodotto. L’offerta gastronomica, che spazia dalla tartare alla tomahawk di Rendena, rappresenta l’unione tra l’etica ambientale e l’alta cucina. Il Gustificio si distingue inoltre a livello nazionale per essere la prima locanda in Italia certificata GSTC, un riconoscimento internazionale che attesta il rispetto di rigorosi criteri di sostenibilità economica, sociale e culturale, rendendo l'esperienza culinaria un atto di consapevolezza verso il futuro del pianeta.

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