Lera dellHomo Chimicus: la salute globale minacciata dagli inquinanti invisibili
Il WWF lancia l'allarme in occasione della Giornata Mondiale della Salute: solo l'approccio One Health può salvarci da un ambiente chimicamente compromesso.
Autore: Redazione Greencity
In occasione della Giornata Mondiale della Salute, emerge un ritratto inquietante della condizione umana moderna, definita dal WWF come quella dell'Homo chimicus. Questa nuova fase dell'evoluzione umana non è dettata dalla biologia naturale, ma da un'esposizione quotidiana e ininterrotta a un carico complessivo di sostanze tossiche che permeano l'aria che respiriamo, il cibo che ingeriamo e gli oggetti che tocchiamo. Il problema principale risiede nel fatto che la valutazione del rischio viene ancora effettuata su base individuale per ogni singola sostanza, trascurando pericolosamente gli effetti cumulativi e sinergici di miscele invisibili che interagiscono tra loro nel nostro organismo in modi ancora poco conosciuti dalla scienza ufficiale.
I segnali di questa pressione ambientale sono già evidenti, soprattutto nei paesi industrializzati, dove si registra un aumento preoccupante di infertilità senza causa apparente, disturbi dello sviluppo neurocognitivo e diagnosi nello spettro autistico. Sebbene la ricerca non abbia ancora raggiunto un consenso unanime sulle cause definitive, appare sempre più chiaro che la combinazione di fattori genetici e ambientali, unita a una ipersensibilità verso agenti chimici, giochi un ruolo cruciale, specialmente durante fasi della vita estremamente vulnerabili come la gravidanza e la prima infanzia. Dallo smog cittadino ai residui di pesticidi negli alimenti, fino alle microplastiche e ai PFAS, noti come "sostanze eterne" per la loro persistenza decennale, il nostro corpo è diventato un ricettacolo di contaminanti che agiscono come interferenti endocrini, minando il sistema immunitario e aumentando il rischio di patologie croniche e tumorali.
Per invertire questa tendenza, non è più sufficiente intervenire sui singoli sintomi, ma è necessario adottare l'approccio One Health, un modello integrato che riconosce come la salute umana sia indissolubilmente legata a quella animale e dell'ecosistema. È urgente un cambio di passo coordinato che veda le istituzioni applicare il principio di precauzione per bandire le sostanze più pericolose e le imprese impegnate a sostituire additivi nocivi con alternative sicure. Solo attraverso un'azione integrata e sistemica e una maggiore consapevolezza nelle scelte di consumo dei cittadini sarà possibile proteggere le generazioni presenti e future, partendo dal presupposto fondamentale che non può esistere un individuo sano in un ambiente profondamente malato.
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