La raccolta dei rifiuti diventa smart con i sensori Internet of Things

L'azienda lussemburghese Polygone e il LIST hanno presentato allo Smart City Expo World Congress un innovativo metodo per la raccolta dei dati sulla raccolta dei rifiuti urbani.

Autore: Redazione Greencity

Smart Waste Collection Systems è il progetto presentato dal Luxemburg Institute of Science and Tecnology allo Smart City Expo World Congress di Barcellona. Come suggerisce il nome, è una soluzione ideata per rendere intelligente la raccolta dei rifiuti indifferenziati (la frazione secca per intenderci).

Si parte dal presupposto che ogni giorno i veicoli per la raccolta dei rifiuti girano la città per raccogliere la spazzatura. È un processo regolarizzato mediante calendari fissi, con dei seri limiti. Ad esempio, non tiene conto che con la stagionalità cambiano il livello e la velocità di degrado dei rifiuti. Del fatto che non tutti i giorni viene depositata la stessa quantità di spazzatura. E che l'utenza, oltre ai privati cittadini, include ristoranti, negozi o artigiani che hanno necessità molto differenti da quelle dei singoli utenti.
Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali l'industria del riciclaggio dei rifiuti sta cercando di automatizzare gli itinerari di raccolta per incontrare le mutevoli esigenze dei clienti. Un procedimento possibile grazie all'aumento delle tecnologie informatizzate. Utilizzando sensori o oggetti legati all'Internet of Things, si possono monitorare le piattaforme di raccolta e adeguare l'attività di raccolta in funzione dei dati raccolti.

Così facendo il settore del riciclaggio dei rifiuti guadagna nuove opportunità per ridurre l'inquinamento. Oltre che per migliorare la qualità dei servizi e creare nuovi indicatori di prestazioni. Sul mercato non ci sono molti dispositivi tecnologici che possono essere utilizzati in modo da soddisfare tutte le esigenze, gli obblighi e le priorità. Priorità che devono tenere conto delle esigenze degli utenti finali e delle imprese, ma anche dell'ambiente urbano in cui si evolvono.

Devono essere necessariamente dispositivi capaci di generare dati adatti a creare modelli di ottimizzazione dell'itinerario su larga scala, partendo da una rete di sensori. A crearli ci hanno pensato il LIST e l'azienda lussemburghese Polygone Sarl, con il progetto SWAM. Hanno progettato e costruito una piattaforma intelligente di raccolta dei rifiuti basata su processi di ottimizzazione che combinano criteri di business, client e operativi. I dati sono generati da sensori, delle dimensioni di una custodia per gli occhiali, inseriti direttamente nei contenitori dei rifiuti. Il loro compito è indicare quanto sono pieni i cassonetti.
Una misurazione difficile, ci ha spiegato l'addetto allo stand dello Smart City Expo. Perché oggetti molto voluminosi, come un cartone di carta, possono far sembrare pieno il cassonetto quando invece è vuoto. E oggetti molto pesanti possono fare altrettanto, anche se sono di dimensioni ridotte.

Scartate la banale bilancia e gli indicatori di livello, è sceso in campo il LIST con un nuovo approccio di analisi multicanale. Un primo sistema di gestione dei dati raccoglie e fornisce flussi di dati multipli trasmessi da Polygone e da servizi esterni. Sulla base del flusso dinamico di dati raccolti, un secondo sistema consente di ottimizzare i processi logistici.

Una volta che sarà terminato lo sviluppo, la soluzione sarà valutata e validata in scenari reali. Alla fine del progetto, verrà sviluppato un prototipo di piattaforma di business intelligence per l'industria del riciclaggio dei rifiuti. Questo prototipo aprirà la strada all'implementazione di nuovi modelli di business per soddisfare il servizio e aprire a nuove opportunità di mercato.

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