PFAS, Greenpeace: "La Regione Veneto prima di parlare ascolti scienza e cittadini"

Pubblicato il: 16/05/2017
Autore: Redazione GreenCity

Giuseppe Ungherese di Greenpeace Italia: “Non accettiamo lezioni sulla scientificità dei nostri campionamenti che sono più dettagliati di quelli effettuati dalle autorità".

Greenpeace risponde alle accuse di allarmismo, propaganda e scarso rigore scientifico mosse dalla Regione Veneto, in merito al rapporto “Non ce la beviamo”, sulla presenza di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) in campioni di acqua potabile prelevati in numerose scuole primarie venete.
“La Regione Veneto minaccia di denunciarci, in realtà Greenpeace è stata costretta a ricorrere al TAR del Veneto per ottenere i dati sui PFAS nell’acqua potabile, poi ricevuti con tanto di scuse. Sorprendono le accuse proprio da parte di chi ha violato la legge sulla trasparenza. È forse procurato allarme pretendere che il Veneto tuteli la salute dei propri cittadini come fanno Svezia e Stati Uniti? Sono gli Stati che hanno rivisto i livelli di PFAS consentiti nell’acqua potabile utilizzando la letteratura scientifica più aggiornata, adottando limiti fino a sette volte più bassi rispetto alla Regione Veneto” dichiara Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.
“Non accettiamo lezioni sulla scientificità dei nostri campionamenti che sono più dettagliati di quelli effettuati dalle autorità. La Regione Veneto ascolti gli scienziati e i cittadini che sono preoccupati e indignati: è paradossale che, ad oggi, non abbia adottato alcun provvedimento efficace per fermare gli scarichi di PFAS e promuovere una riconversione industriale di tutti quei processi responsabili dell’inquinamento. La Regione risponde con tanta velocità alla diffusione dei nostri dati, se avesse adottato lo stesso approccio per fermare chi inquina oggi molti veneti riceverebbero acqua potabile priva di PFAS. Noi stiamo ancora aspettando una risposta insieme a migliaia di cittadini veneti che hanno firmato la nostra petizione e che domenica sono scesi in piazza” conclude Ungherese.

Categorie: Ambiente

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