Dal 9 al 27 novembre Tutti nello stesso piatto, festival internazionale di cinema cibo e videodiversità

Dal 9 al 27 novembre torna a Trento “Tutti nello stesso piatto”, il festival internazionale di cinema cibo e videodiversità organizzato dalla cooperativa Mandacarù e da Altromercato.

Autore: Redazione GreenCity

Al rapporto tra cibo e salute, ma anche tra cibo e cultura, rispetto dell’ambiente e diritti umani, sarà dedicata l’edizione 2016 di Tutti nello stesso piatto il festival organizzato da Mandacarù Onlus, cooperativa di commercio equo del Trentino e dal consorzio Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e una delle maggiori a livello mondiale (www.altromercato.it).
Dopo il successo della scorsa edizione, che aveva proposto 42 pellicole viste da circa 8.000 persone, tra studenti e spettatori delle proiezioni serali, per un totale di oltre 230 ore di programmazione, torna, dal 9 al 27 novembre a Trento, la kermesse cinematografica che mette a fuoco la realtà complessa del sistema agroalimentare da Nord a Sud del mondo.Quest’anno il pubblico potrà scegliere tra 32 film e documentari da tutto il mondo, già applauditi nei maggiori festival internazionali, dal Berlino Culinay Cinema al IDFA di Amsterdam, dal Sundance Film Festival all’Human Right Watch Film Festival e molti altri ancora.
I focus tematici di questa ottava edizione sono “Orizzonti latini”, “La salute nel piatto”, “Cibo e diritti umani” e “Le culture del cibo”, e puntano il dito, in particolare, sull’importanza di promuovere il diritto dei popoli a definire i propri sistemi agricoli e alimentari, per garantire a tutti un cibo salubre, culturalmente appropriato e prodotto attraverso metodi ecologici. Riflettori puntati anche sulle scelte di acquisto e di consumo di prodotti alimentari, attraverso cui si può sostenere quotidianamente un modello economico piuttosto che un altro e tutelare la propria salute.
“Il festival – commenta la presidente di Mandacarù Piera Sterlini – vuole essere un’occasione di contatto con mondi e culture lontane, una riflessione sul cibo per interrogarsi e confrontarsi sulle infinite contraddizioni del mondo alimentare. In questo modo crea una ricchezza immateriale, che alimenta la fiducia, il desiderio di partecipazione, il senso di comunità e di solidarietà, di vita civile, il bisogno di giustizia sociale”.
“In questi anni – aggiunge la direttrice artistica del festival Beatrice De Blasi – “Tutti nello stesso piatto” si è affermato come esperienza culturale condivisa che attrae pubblici diversi, dai giovani studenti universitari ai professionisti, intellettuali, cinefili e più in generale spettatori che vogliono assistere a un evento divulgativo e formativo. Inoltre, la forte vocazione internazionale, con opere in lingua originale sottotitolate in italiano e in inglese, intercetta da un lato un pubblico di stranieri residenti a Trento, per i quali normalmente l’offerta culturale è esigua, e dall’altro un pubblico italiano, che vede nei film in lingua originale una straordinaria possibilità di rafforzamento delle proprie competenze linguistiche”.
Tornando al programma, ad aprire questa ottava edizione sarà l’inchiesta condotta da Stefano LibertiI signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta”, un viaggio durato due anni lungo la filiera di quattro alimenti – il maiale, la soia, il pomodoro, il tonno – per osservare cosa succede quando l’aggressività della finanza decide di trasformare l’intero pianeta in un gigantesco pasto. Mercoledì 9 novembre Liberti ne discuterà insieme ad Augusto Goio al Teatro Sanbàpolis di Trento.
Tra i nomi più attesi lo scrittore Carmine Abate che, mercoledì 16 novembre al cinema Astra, presenterà, dialogando con il direttore dell’Alto Adige e del Trentino Alberto Faustini, il suo ultimo libro “Il banchetto di nozze e altri sapori”, un’appassionata storia di formazione attraverso i sapori e le fragranze che rinsaldano il legame con le origini, accompagnano il distacco dalla propria terra, annunciano il brivido dell’ignoto.Accanto alle opere cinematografiche, verrà dato spazio anche quest’anno alla fotografia con “Altreameriche”, incontro con il fotogiornalista Fabio Cuttica e la giornalista di Internazionale Camilla Desideri, che racconteranno i cambiamenti in corso in America Latina toccandone gli aspetti politici, sociali, culturali e di rivendicazione dei diritti umani. Al termine dell’incontro Luca Palagi, responsabile Cooperazione di Altromercato, presenterà il progetto Nuova Colombia.
Confermato anche per l’edizione 2016 “Schermi & Lavagne”, la proposta che Mandacarù rivolge a circa 2.500 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 6 ed i 18 anni. “L’intento – spiega De Blasi – è di sensibilizzare ragazzi e bambini al dialogo interculturale attraverso la scoperta del cibo e di culture e tradizioni da tutto il mondo. Particolare attenzione verrà inoltre posta nel promuovere stili di consumo responsabile di prodotti di filiera locale e del commercio equo e solidale”.
“Schermi & Lavagne” è un vero e proprio festival nel festival, che propone un programma di cartoni di animazione, film e documentari rivolti alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado per approfondire i diversi temi del festival e che, attraverso il linguaggio cinematografico, hanno l’obiettivo di sviluppare un percorso educativo con i ragazzi e con gli insegnanti.
La serata conclusiva del festival si terrà domenica 27 novembre, presso il cinema Astra, quando saranno proclamati i vincitori nelle categorie Diritti umani, Orizzonti latini, Salute nel piatto e Culture del cibo, scelti dalle giurie del festival, composte dalle associazioni universitarie Aiesec, Ingegneria Senza Frontiere, Art to Art e L’Universitario. 

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