Parco auto italiano: la transizione green procede, ma servono incentivi sull’usato

Tra il boom delle ibride e la persistenza di milioni di vetture obsolete, l'Italia punta al rinnovo del circolante: il completamento della transizione richiede oltre 15 anni.

Autore: Redazione Greencity

L’Italia accelera verso una mobilità più sostenibile, ma il cammino verso un parco circolante moderno è ancora una sfida aperta. Secondo l’analisi del Centro Studi di AutoScout24, realizzata su dati ACI in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il quinquennio 2020-2025 ha segnato passi in avanti significativi. La crescita più rilevante riguarda le auto ibride, che hanno registrato un balzo del 573,2%, passando dall’1,4% all’8,7% del totale circolante. Parallelamente, le vetture Euro 6 – tradizionali e ibride – rappresentano oggi il 41,8% delle auto in strada, un netto miglioramento rispetto al 26,2% di cinque anni fa. Restano invece ancora marginali le auto elettriche "pure", la cui quota si ferma allo 0,9% del totale nazionale. Nonostante questi segnali positivi, il parco auto italiano appare diviso a due velocità. Nelle strade del Paese circolano ancora circa 17,6 milioni di vetture con classe Euro 4 o inferiore, pari al 42% del totale. Di queste, oltre 4 milioni sono veicoli Euro 0-1, estremamente impattanti dal punto di vista ambientale e meno sicuri rispetto agli standard attuali. La fotografia del Centro Studi evidenzia inoltre come il 43,7% del circolante abbia un’età pari o superiore a 15 anni. Incrociando i dati sulle radiazioni con l'andamento del mercato, si stima che il ricambio completo del parco auto – escludendo i veicoli storici e le "youngtimer" di interesse collezionistico – richiederebbe ancora oltre 15 anni, rendendo necessario un cambio di passo nelle strategie di incentivazione. Per favorire un'accelerazione della transizione ecologica, l'analisi sottolinea il limite degli incentivi attuali, che risultano ancora poco efficaci nel stimare l'intera platea di automobilisti. Secondo Sergio Lanfranchi del Centro Studi di AutoScout24, la chiave per sbloccare il mercato risiede nel supporto economico non limitato al solo nuovo, ma esteso alle vetture a basse emissioni usate. Il fattore economico resta il driver principale nelle scelte di acquisto; facilitare l'accesso a veicoli usati più moderni, efficienti e sicuri permetterebbe di intervenire con più incisività proprio sulle vetture vecchie utilizzate quotidianamente, distinguendole dal patrimonio rappresentato dalle auto di interesse storico. A livello regionale, il divario resta evidente. Le auto elettriche superano la soglia del 2% solo in Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta. Quest'ultima guida anche la classifica per la diffusione delle ibride (23,8%) e per la presenza di vetture Euro 6 (71,5%). Sul fronte opposto, le regioni con la maggiore concentrazione di vetture ad alto impatto ambientale, tra Euro 0 e Euro 4, sono la Calabria (59,3%), la Sicilia (58,5%) e la Campania (57,6%). In questo contesto, le piattaforme digitali si propongono come strumenti utili per rendere l'offerta di veicoli più sostenibili accessibile a una fascia di prezzo più ampia, contribuendo concretamente al processo di rinnovamento del parco auto circolante.

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