Mercato auto europeo: aprile in crescita, ma lItalia resta indietro nellelettrico

Sul fronte delle vetture ricaricabili (ECV), il mese di aprile conferma l’Italia in ultima posizione fra i maggiori mercati dell’Unione per quota di immatricolazioni, con una penetrazione complessiva del 17,5%, di cui l’8,5% riferito alle vetture elettriche a batteria (BEV).

Autore: Redazione Greencity

Il mercato europeo delle autovetture mantiene un andamento positivo anche nel mese di aprile 2026, archiviando 1.152.315 immatricolazioni, un incremento del 7,0% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo risultato contribuisce a consolidare il bilancio del primo quadrimestre, che sale a 4.672.775 unità, registrando una crescita complessiva del 4,8% rispetto ai primi quattro mesi dello scorso anno, pur rimanendo ancora distante dai livelli pre-pandemia del 2019. Quasi tutti i principali mercati europei hanno mostrato segni di vitalità durante il mese di aprile. Il Regno Unito si è distinto come leader della classifica con un balzo del +24,0%, seguito dall’Italia che ha registrato una crescita del +11,6% e dalla Spagna con un +8,4%. Più contenuta la crescita della Germania (+2,7%), mentre la Francia è risultata l'unica in controtendenza, segnando un lievissimo calo dello 0,3%. Nonostante la crescita delle immatricolazioni totali, l’Italia continua a occupare l’ultima posizione tra i grandi mercati europei per quanto riguarda la diffusione delle vetture ricaricabili (ECV). Ad aprile, la quota di penetrazione nel nostro Paese si è fermata al 17,5%, composta da un 8,5% di veicoli elettrici puri (BEV) e da un 9,0% di ibride plug-in (PHEV). Il divario con il resto d’Europa appare significativo: il Regno Unito vola al 40,0% di quota ECV, la Germania si attesta al 36,9% e la Francia al 32,2%. Anche escludendo il dato italiano, la media europea per le sole vetture elettriche a batteria (BEV) sale al 24,3%, un valore quasi triplo rispetto a quello registrato in Italia. Questa disparità riflette una criticità strutturale: l’Italia risulta l'unico Major Market europeo privo di incentivi all'acquisto di vetture BEV per i privati, una mancanza che frena la competitività del mercato nazionale. In merito all'Industrial Accelerator Act, l’UNRAE ha espresso forti preoccupazioni. Il Direttore Generale Andrea Cardinali ha sottolineato la necessità di coniugare il rafforzamento dell'industria europea con la tutela del mercato, mettendo in guardia contro criteri di origine troppo rigidi che rischiano di penalizzare la filiera globale. Parallelamente, il settore automotive è al centro di un acceso dibattito normativo a Bruxelles. Mentre alcuni report spingono per la neutralità tecnologica e una maggiore flessibilità per i target di decarbonizzazione, altre proposte puntano a un irrigidimento degli obiettivi per i veicoli aziendali, ignorando spesso lo stato reale della domanda nei singoli Stati membri. Secondo l'UNRAE, questo scenario delinea negoziati complessi in cui l'Italia sconta l'ulteriore svantaggio di una politica di sostegno alla transizione ancora troppo fragile e frammentata.

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