Il Parco dell’Appia Antica “dà voce” agli alberi storici: arrivano i sensori linfatici Plantvoice nel Bosco Sacro

In occasione della Giornata Europea dei Parchi, la startup altoatesina e l'ente parco avviano il monitoraggio scientifico di 120 lecci secolari nel sito patrimonio UNESCO.

Autore: Redazione Greencity

Il Parco Regionale dell’Appia Antica e la startup altoatesina Plantvoice hanno siglato una collaborazione scientifica per il monitoraggio biochimico in tempo reale degli alberi monumentali del Bosco Sacro, l'area naturalistica situata lungo la "Regina Viarum", riconosciuta formalmente come Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2024. L'iniziativa prevede l'installazione sul campo dei primi dispositivi bio-elettronici brevettati per il prossimo 24 maggio 2026, una data scelta per la concomitanza con la Giornata Europea dei Parchi. Il progetto fa parte del cartellone ufficiale degli eventi culturali diffusi dell'ente ed è finalizzato a convertire la salvaguardia ambientale e la prevenzione biologica in un protocollo basato su dati analitici rigorosi e costanti. La sperimentazione tecnologica si focalizzerà sul nucleo del Bosco Sacro, un ecosistema boschivo ad alta densità vegetativa composto da circa 120 lecci storici con oltre 250 anni di vita, situato in continuità geografica con il Ninfeo di Egeria. La tecnologia proprietaria sviluppata da Plantvoice si basa su speciali sensori linfatici che vengono inseriti direttamente all'interno dei tessuti vascolari della pianta senza causare danni biologici o stress strutturale all'esemplare. I dispositivi effettuano un'analisi chimica continua e in tempo reale della linfa grezza ed elaborata, intercettando i flussi di nutrienti e acqua e trasmettendo i parametri fisiologici rilevati a una piattaforma cloud proprietaria. Quest'ultima, tramite algoritmi dedicati di intelligenza artificiale, traduce i segnali elettrici e chimici in indicatori sullo stato di salute della pianta. Nel dettaglio, l'applicazione dei sensori linfatici all'interno del Parco permetterà di perseguire tre obiettivi scientifici e gestionali di primo piano: Monitoraggio della vigoria vegetativa: Identificazione precoce delle anomalie sistemiche dovute a stress idrici, carenze nutrizionali nel suolo o attacchi da parte di agenti patogeni e parassiti fitofagi. Quantificazione dei servizi ecosistemici: Misurazione diretta e precisa dei volumi di anidride carbonica ($CO_2$) assorbiti dagli alberi, definendo l'esatto apporto ecologico del bosco alla qualità dell'aria. Calcolo dell'impronta carbonica: Elaborazione di dati oggettivi sui bilanci di carbonio per supportare le politiche ambientali urbane e ottimizzare i piani di manutenzione e irrigazione dell'area protetta. L'operazione acquisisce inoltre un forte valore simbolico e di tutela democratica a fronte dei dati FAO, che registrano una perdita di oltre 290.000 ettari di verde pubblico in Europa nell'ultimo decennio, con l'Italia colpita da frequenti mobilitazioni cittadine contro l'abbattimento di alberature storiche per infrastrutture o interventi edilizi (come avvenuto a Milano, Mestre e Torino). La transizione di Plantvoice dal comparto dei frutteti industriali al verde pubblico – avviata a Orticolario 2025 a Villa Erba – mira a scardinare la discrezionalità amministrativa. La disponibilità di una "fotografia fisiologica" inconfutabile punta a contrastare le perizie arbitrarie che definiscono malate o pericolose piante in realtà sane, fornendo ad amministrazioni e cittadini argomentazioni scientifiche solide a difesa del patrimonio arboreo storico. In coerenza con le richieste del Comune di Roma e nel rispetto dei vincoli autorizzativi, l'attività dell'Appia Antica sarà affiancata da campagne di monitoraggio volontario e autofinanziato della qualità dell'aria sia all'interno del perimetro sia nelle zone urbane limitrofe, i cui risultati verranno regolarmente condivisi con gli enti locali per favorire la massima trasparenza decisionale.

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