In Italia la quota di mercato delle auto elettriche pure (BEV) tocca l’8,5% ad aprile
Immatricolazioni in rialzo dell'11,6% nel mese, ma UNRAE avverte: "Senza riforme fiscali e stabilità internazionale, la crescita rischia di arrestarsi".
Autore: Redazione Greencity
Il mercato automobilistico italiano chiude aprile 2026 con un segnale di vitalità, registrando 155.210 nuove immatricolazioni, un incremento dell'11,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il bilancio del primo quadrimestre sale così a 640.083 unità (+9,8%), confermando una ripresa che tuttavia resta ancora lontana dai livelli pre-pandemia, con un -10,2% rispetto al 2019. Nonostante il dato mensile positivo, UNRAE ha rivisto al ribasso di 10.000 unità le stime per la chiusura del 2026, prevedendo un volume finale di 1.530.000 immatricolazioni, un valore sostanzialmente piatto rispetto al 2025.
A trainare il mercato sono soprattutto le auto ibride, che ad aprile hanno conquistato quasi la metà delle preferenze (49,1% di share), con le versioni "mild" al 32,6% e le "full" al 16,5%. Notevole balzo in avanti anche per le vetture ricaricabili (ECV), che insieme raggiungono il 17,6% del mercato: le elettriche pure (BEV) salgono all'8,5% (rispetto al 4,8% di un anno fa), mentre le ibride plug-in (PHEV) toccano il 9,1%. Tuttavia, il Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, avverte che questo exploit è ancora fortemente legato all'onda lunga degli ordini sostenuti dagli incentivi governativi del 2025.
Per stabilizzare la crescita e accelerare la transizione ecologica, UNRAE punta ora tutto sulla riforma della fiscalità delle flotte aziendali. L'Associazione chiede al Governo di sfruttare la Delega Fiscale in scadenza ad agosto per rendere più convenienti i veicoli green attraverso l'innalzamento delle aliquote di deducibilità (fino all'80% per le elettriche) e del limite del costo fiscalmente riconosciuto (fino a 26.000 euro). "La fiscalità aziendale è la leva più efficace per rinnovare il parco circolante", sottolinea Pietrantonio, "è un'occasione imperdibile per passare dalle parole ai fatti".
Infine, lo sguardo resta teso sullo scenario internazionale. Le recenti minacce di Donald Trump sull'introduzione di dazi al 25% contro l'automotive europeo preoccupano il settore. UNRAE ribadisce con forza che la competitività si difende con investimenti e cooperazione, non con barriere doganali che finirebbero per danneggiare sia le imprese che i consumatori finali. In un clima di tensioni geopolitiche e fragilità macroeconomica, la parola d'ordine resta "stabilità": l'unico elemento capace di restituire fiducia a famiglie e imprese per i loro investimenti futuri.
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