Rivestiti!: a Bologna la moda etica sfida linsostenibilità del Fast Fashion

Il 18 e 19 aprile Palazzo Re Enzo ospita la 15ª edizione del festival: 70 produttori, sfilate di "Patchwork" e workshop gratuiti per imparare l'arte del rammendo creativo.

Autore: Redazione Greencity

L’industria della moda globale consuma ogni anno 93 miliardi di metri cubi d’acqua e riversa negli oceani l'equivalente di 50 miliardi di bottiglie di plastica in microfibre. Di fronte a numeri così allarmanti, Bologna risponde con la quindicesima edizione di "Rivestiti!", il più grande festival italiano dedicato alla moda equosolidale. Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026, la rete Terra Equa trasformerà Palazzo Re Enzo in un laboratorio a cielo aperto per dimostrare che "Ricucire la terra" è un obiettivo possibile attraverso il recupero dei materiali e il rispetto dei diritti dei lavoratori. Il cuore dell'evento è rappresentato dalle sfilate del sabato, dove collezioni come "PatchWorld" e "Siamo tutti a pezzi" porteranno in passerella capi nati dalla rigenerazione di scarti tessili e abiti vintage. Queste proposte stilistiche non sono solo estetica, ma testimonianze di una moda sociale ed etica che rifiuta la logica del consumo frenetico. Per chi vuole passare all'azione, il festival offre venti workshop gratuiti dedicati alle tecniche di rammendo, pensati per insegnare ai cittadini come allungare la vita del proprio guardaroba riducendo drasticamente i rifiuti. La domenica sarà invece dedicata all'approfondimento critico con una serie di talk guidati dagli esperti di Altreconomia. Si discuterà di come costruire un armadio sostenibile e si analizzeranno le zone d'ombra del settore, dalla criminalità alla documentazione dell'insostenibilità ambientale. La chiusura del festival è affidata ad Audrey Millet, che presenterà il suo libro sulla trama del lusso e il "capitalismo dei corpi". "Rivestiti!" si conferma così un appuntamento fondamentale per chi cerca alternative concrete al modello dominante, trasformando Piazza del Nettuno nel centro nevralgico della cittadinanza consapevole.

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