Italia in movimento: oltre 30 milioni di pendolari, ma lauto resta la regina indiscussa
Il primo report dell'Osservatorio MOBISCO di MOST rivela un Paese dipendente dal mezzo privato: il trasporto pubblico fatica, mentre crescono gli infortuni "in itinere".
Autore: Redazione Greencity
La mobilità sistematica in Italia, ovvero lo spostamento quotidiano per motivi di studio o lavoro, coinvolge oggi oltre 30 milioni di persone, pari al 51% della popolazione. È quanto emerge dal primo report dell’Osservatorio MOBISCO, promosso dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST). Nonostante gli sforzi verso la transizione ecologica, l’analisi scatta la fotografia di un Paese ancora fortemente ancorato all'uso dell'automobile, scelta da ben 18 milioni di individui. Tra i lavoratori, in particolare, il 73,7% utilizza esclusivamente il mezzo privato, a fronte di un modesto 7% che si affida unicamente al trasporto pubblico.
Le dinamiche territoriali mostrano un'Italia spaccata: al Nord gli spostamenti sono trainati dal lavoro (71%), con una forte pressione nelle regioni come Lombardia e Veneto, dove oltre la metà dei pendolari si sposta fuori dal proprio comune di residenza. Al Sud, invece, prevale la mobilità per motivi di studio (35%). Se nelle grandi città del Nord il trasporto pubblico e la bicicletta trovano terreno fertile, nei centri minori del Mezzogiorno - penalizzati da un'offerta carente di servizi - il tasso di motorizzazione privata tocca i picchi più alti.
Un capitolo a parte meritano gli studenti. Se per la scuola dell'obbligo la mobilità attiva (a piedi) riguarda il 28% dei ragazzi, gli scuolabus restano una soluzione marginale (4%). La sfida più critica è rappresentata dagli universitari, che percorrono mediamente 28 km al giorno, spesso a causa della carenza di alloggi accessibili vicino agli atenei. Questi spostamenti generano un impatto ambientale notevole, stimato in oltre 5 kg di CO2 per viaggio, nonostante tra gli studenti emerga una propensione molto più alta all'uso del treno (51,4%) rispetto alla media nazionale.
Il report lancia infine un allarme sulla sicurezza: nel 2025 gli infortuni in itinere (ovvero quelli occorsi durante il tragitto casa-lavoro/scuola) sono aumentati, superando quota 99.000 denunce, con 293 esiti mortali. L'Osservatorio MOBISCO si pone l'obiettivo di diventare lo strumento scientifico per orientare le politiche pubbliche, supportando i decisori nella pianificazione di modelli di trasporto che riducano l'impatto ambientale e migliorino la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini.
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