Foie gras: 40 eurodeputati ne chiedono il divieto alla Commissione Europea

Scontro a Bruxelles tra le istanze animaliste e l'industria della produzione forzata.

Autore: Redazione Greencity

Il dibattito sul benessere animale nell'Unione Europea si accende con una presa di posizione netta: 40 eurodeputati provenienti da 15 diversi paesi hanno ufficialmente richiesto l'eliminazione graduale dell'alimentazione forzata nella produzione di foie gras. La richiesta, formalizzata in una lettera indirizzata ai Commissari Olivér Várhelyi (Salute e Benessere Animale) e Christophe Hansen (Agricoltura), punta a includere questo divieto nella prossima revisione della legislazione europea. Significativo è il fatto che tra i firmatari figurino rappresentanti di nazioni produttrici come Francia, Bulgaria, Spagna e Belgio, a dimostrazione di una sensibilità crescente anche laddove il settore ha un peso economico rilevante. Al centro della polemica c'è la pratica della steatosi epatica indotta, un metodo di alimentazione forzata che costringe anatre e oche a ingerire quantità massicce di cibo in tempi brevissimi. Secondo le indagini documentate da Animal Equality, questa procedura porta i fegati degli animali a pesare tra i 550 e i 700 grammi, ovvero da 7 a 10 volte più del loro peso normale. Nonostante la condanna della FAO e del Comitato scientifico per la salute animale dell'UE, le attuali norme di commercializzazione risalgono agli anni '90, un periodo in cui gli animali non erano ancora pienamente riconosciuti come esseri senzienti nei trattati europei. L'analisi dei registri pubblici effettuata da Animal Equality rivela però uno scenario di forte prossimità tra le istituzioni e i produttori. Tra dicembre 2024 e marzo 2026, i vertici della Commissione hanno incontrato ripetutamente i rappresentanti di Euro Foie Gras, mentre la stragrande maggioranza dei 708 incontri pubblici analizzati ha coinvolto quasi esclusivamente esponenti del settore zootecnico. Matteo Cupi, direttore di Animal Equality Italia, ha definito il sistema attuale "ingiusto e anacronistico", sottolineando come la richiesta degli eurodeputati sia un passo necessario per allineare le politiche europee ai reali standard di tutela animale.

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