L’Italia dell’auto tra pragmatismo e nuovi consumi: le ibride dominano il mercato, vola il noleggio

Il rapporto dell’Osservatorio SUNRISE evidenzia la transizione del Paese: sebbene l'elettrico fatichi a decollare nelle vendite reali, un italiano su tre sceglie formule alternative alla proprietà e preferisce i SUV per sicurezza e comfort.

Autore: Redazione Greencity

Il settore automobilistico italiano sta attraversando una metamorfosi profonda, segnata da un distacco sempre più netto tra le intenzioni ideali dei consumatori e le loro reali possibilità economiche. Secondo il secondo Rapporto dell’Osservatorio SUNRISE, il mercato nazionale si sta assestando su un modello ibrido. Se da un lato il parco auto ha superato la cifra record di 41 milioni di vetture, dall'altro l'invecchiamento dei mezzi circolanti – con un'età media che tocca i 13 anni – riflette una difficoltà nel ricambio generazionale, ancora frenato da prezzi di listino elevati e incertezze sulle infrastrutture. L'indagine, condotta su un campione di tremila cittadini in collaborazione con l’Istituto Piepoli, rivela che il prezzo rimane il fattore determinante nell'acquisto, superando di gran lunga l'interesse per il design o il prestigio del marchio. In questo contesto, le motorizzazioni ibride hanno conquistato la leadership assoluta, rappresentando ormai il 51% delle nuove immatricolazioni. Al contrario, l'auto elettrica pura vive un paradosso: sebbene l'interesse dei potenziali acquirenti sia raddoppiato raggiungendo il 12% nelle intenzioni, le vendite effettive restano ancorate a un modesto 6%. Questo dato posiziona l'Italia in un ritardo di circa cinque anni rispetto alla media europea, causato principalmente dai timori sull'autonomia delle batterie e dalla scarsa disponibilità di punti di ricarica domestici o aziendali, accessibili solo al 27% degli intervistati. Un cambiamento radicale riguarda però la modalità di accesso al veicolo. Il concetto di proprietà sta cedendo il passo a formule più flessibili: leasing e noleggio a lungo termine sono passati da una quota marginale del 2% a un promettente 9% nelle preferenze future, con picchi che arrivano a coprire il 30% del mercato totale se si considerano tutte le forme alternative al possesso tradizionale. Parallelamente, prosegue l'ascesa dei SUV, che oggi costituiscono il 62% delle nuove immatricolazioni. Questa scelta non è dettata solo da una moda estetica, ma da una precisa ricerca di sicurezza percepita e comfort abitativo, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno. L’analisi dell’Osservatorio introduce inoltre una riflessione innovativa sul costo totale di possesso, il cosiddetto Total Cost of Ownership. Lo studio dimostra che non esiste una tecnologia vincente in assoluto dal punto di vista economico. Mentre i motori termici e ibridi risultano ancora i più convenienti per chi percorre pochi chilometri l'anno, l'elettrico diventa competitivo solo per percorrenze elevate e in presenza di tariffe di ricarica domestica agevolate. In definitiva, la transizione ecologica della mobilità italiana appare come un processo frammentato, dove la sostenibilità deve necessariamente scendere a patti con la praticità d'uso e la reale capacità di spesa delle famiglie, in un mercato che cerca con fatica di tornare ai volumi pre-pandemici.

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