Il 3 marzo si tiene il World Wildlife Day, la giornata dedicata alla salvaguardia della fauna selvatica e degli ecosistemi naturali. In questa occasione, tre aree protette della Valtellina,
il “Parco Nazionale dello Stelvio”, la “Riserva Naturale Val di Mello” e la “Riserva Naturale Pian di Spagna - Lago di Mezzola”, raccontano la loro esperienza nella protezione della biodiversità.
Dalle cime dell’Alta Valtellina alle aree lacustri del fondovalle, le tre aree protette
promuovono la conoscenza e la tutela della natura, studiandone i fenomeni e
favorendo una convivenza consapevole tra uomo e ambiente, attraverso
la valorizzazione di un turismo rispettoso e responsabile.
IL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO E IL RIPOPOLAMENTO DEL GIPETO
Il Parco Nazionale dello Stelvio, al confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, si sviluppa principalmente oltre i 2.000 m. È uno dei i parchi italiani con la
maggiore superficie glaciale e comprende il
gruppo montuoso dell’Ortles-Cevedale, dominato dalla vetta dell’Ortles 3.905 m. In alta quota si trova una vegetazione resistente al clima estremo, mentre le valli ospitano prati e boschi di conifere. Dal versante lombardo si può accedere al parco dal centro visitatori di Sant'Antonio Valfurva, vicino a Bormio.
Il
Direttore del Parco Nazionale dello Stelvio – settore lombardo,
Franco Claretti, racconta che lo Stelvio rappresenta uno
scrigno di biodiversità: la fauna conta oltre 260 specie di vertebrati, alcune delle quali sono al centro di importanti progetti di ricerca e conservazione che contribuiscono a migliorare la comprensione delle dinamiche degli ecosistemi. Tra le specie più emblematiche del parco, spiccano il cervo, che funge da “ingegnere del bosco” per la sua capacità di modellazione dell’ecosistema, i predatori apicali come l’aquila reale e il lupo, e la marmotta, considerata un significativo indicatore climatico.
Ma il
simbolo delle attività di conservazione del parco è il gipeto, rapace noto anche come avvoltoio barbuto, estintosi dalle Alpi ai primi del Novecento e tornato a nidificare in natura grazie a un progetto tuttora in corso. “Scomparso dalle Alpi all’inizio del secolo scorso a causa della persecuzione umana - spiega Claretti – il gipeto è tornato nel 1997, quando il
Parco dello Stelvio ha ospitato uno dei primi
grandi successi del progetto internazionale di reintroduzione, con il primo involo, cioè il primo volo dal nido, registrato in territorio italiano. Oggi si contano
più di sei coppie all’interno del Parco, un risultato che conferma la tendenza positiva degli ultimi anni in termini di riproduzione e successo di involo di questa specie straordinaria, seppur ancora vulnerabile". Dal 2004 a oggi, inoltre, il Parco conduce monitoraggi scientifici costanti per valutarne lo stato di salute, individuare e contrastare eventuali minacce e acquisire dati sull’andamento riproduttivo proteggendo direttamente i nidi e lo sviluppo dei giovani fino all’involo.
L’auspicio per il futuro del Direttore è rivolto soprattutto ai giovani, invitati a mantenere viva la curiosità e la capacità di meravigliarsi di fronte alla natura, perché la
tutela nasce dalla conoscenza e dal coinvolgimento di ciascuno. Far crescere l’attenzione e il senso di responsabilità delle persone verso la fauna e gli ecosistemi rappresenta una parte fondamentale della missione di conservazione del Parco Nazionale dello Stelvio.
Maggiori informazioni:
Parco Nazionale dello Stelvio
LA RISERVA NATURALE VAL DI MELLO, PRESIDIO DELLA BIODIVERSITÀ ALPINA
La Riserva Naturale Val di Mello, nel cuore delle Alpi Retiche, si trova all’estremità orientale della
Val Masino, una delle principali valli laterali della Valtellina. Si sviluppa dai 1.000 metri di quota ai 3.400 del Monte Pioda e comprende ambienti eterogenei: un fondovalle pianeggiante, imponenti pareti granitiche e massi erratici (grandi blocchi di roccia trasportati a valle dallo scioglimento di antichi ghiacciai), elementi che le hanno valso il soprannome di
“Piccola Yosemite”. Al suo interno si distingue anche una
riserva integrale, un’area che garantisce la protezione totale dell’ecosistema, lasciandolo evolvere senza interventi umani e con accesso consentito solo per finalità di ricerca scientifica.
In Val di Mello convivono
boschi di faggio e larice con rododendri, ontani bianchi e orchidee selvatiche, mentre i prati e le torbiere alpine accolgono specie rare come la
drosera rotundifolia. Tra gli animali, spiccano il
camoscio alpino e lo
stambecco europeo, simboli della fauna montana, affiancati da piccoli mammiferi come
marmotte, volpi e martore. L’avifauna comprende rapaci come
astori e poiane, picchi e uccelli di alta quota come la
coturnice alpina, mentre nei torrenti vivono la
trota fario e specie di coleotteri protetti come la
rosalia alpina, rendendo la valle un luogo di eccezionale interesse naturalistico.
"La Riserva
preserva l’integrità paesaggistica di una delle aree più iconiche delle Alpi e, parallelamente, funge da
presidio fondamentale della biodiversità alpina”: commenta
Bianca Lombardi, naturalista, Collaboratrice Parco Nord Milano - Direzione Tecnica della Riserva. Oggi gli ecosistemi d’alta quota e le specie che li abitano, dall'aquila reale alla farfalla apollo, affrontano una
fase di vulnerabilità senza precedenti a causa di pressioni climatiche e antropiche crescenti. Per questo, spiega la Dott.ssa Lombardi, la Riserva svolge un’importante attività di conservazione, il cui obiettivo primario è la protezione e l'
incremento delle conoscenze sulla fauna alpina, attraverso il monitoraggio e la segnalazione di specie simbolo come l’ermellino, l’aquila reale, la coturnice, il fagiano di monte e il marasso.
Questo approccio si traduce in un invito a scoprire la Riserva Naturale della Val di Mello attraverso un
turismo lento e consapevole, fatto di passi attenti e di un profondo rispetto per gli spazi della fauna. La tutela si intreccia così con l’esperienza diretta del territorio, sottolineando come ogni gesto responsabile contribuisca concretamente alla salvaguardia degli ecosistemi.
Maggiori informazioni:
Riserva Naturale Val di Mello
L’AREA UMIDA DELLA RISERVA NATURALE PIAN DI SPAGNA - LAGO DI MEZZOLA, OASI DI VITA
La Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola si estende nella piccola pianura situata alla confluenza tra la Valtellina e la Valchiavenna, a nord del Lago di Como. È un
ricco mosaico di acqua, vegetazione e terra,
tra le più importanti aree umide del nord Italia, e spicca per il grande
interesse avifaunistico: ospita, infatti, numerose specie di uccelli, che possono nidificare o sostare in tranquillità durante i lunghi viaggi migratori.
Nelle acque della Riserva si sviluppano estesi tappeti di
erbe acquatiche e ninfee, circondati da
canneti, mentre le praterie più umide ospitano
erbe palustri e prative. Grazie alle particolari condizioni ambientali, la Riserva accoglie specie rare e protette, tra cui la
felce quadrifoglio, alcune piccole erbe acquatiche, il piccolo
cavedano, la trota di lago, il ghiozzo padano, la salamandra crestata e il pipistrello ferro di cavallo.
Cristina Ferrè, Responsabile del Servizio di Educazione Ambientale della Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola, spiega: “Le particolari condizioni microclimatiche dell'area fanno sì che
molte specie vegetali e animali siano specializzate ed esclusive di questi ambienti. Relativamente alla presenza faunistica, i monitoraggi condotti fino ad oggi hanno accertato la presenza di
257 specie di vertebrati, di cui 175 specie di uccelli: la Riserva è infatti un punto strategico per la migrazione e lo svernamento”.
La convivenza in natura è necessaria, spiega Cristina Ferrè: l’uomo è parte dell’ambiente e la natura va custodita con rispetto e adattamento, non consumata. Questo è il messaggio al cuore del
progetto H.A.R.G.I.N. (Habitat Acquatici di Rilevanza strategica per la Gestione Integrata del sito Natura 2000), nato per dare nuova vita alle aree umide della Riserva e trasformarle in un modello di convivenza armoniosa tra natura e comunità locali. Il progetto include interventi di ripristino di argini e canali, realizzazione di opere di manutenzione e campagne di monitoraggio ambientale, oltre ad attività di sensibilizzazione e formazione, con lo scopo ultimo di costruire una cultura della conservazione concreta e condivisa.
Maggiori informazioni:
Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola