Eirl Dolomites Retreat Sappada, tra la tradizione alpina del blockbau e la scelta dell’energia rinnovabile

Il progetto di accoglienza che unisce l’amore per il territorio e la sostenibilità ambientale, dai piccoli gesti alle scelte più impattanti. Efficienza energetica e materiali locali come parte integrante della filosofia del retreat sappadino.

Autore: Redazione Greencity

Tra le Alpi Carniche e le Dolomiti Pesarine, Eirl Dolomites Retreat Sappada rappresenta un esempio di ospitalità sostenibile, dove il rispetto per l’ambiente si intreccia con la valorizzazione della cultura locale e dell’economia circolare. Un progetto nato dalla visione di Silvia Zambon e Massimiliano Stoffie, che hanno immaginato e realizzato un luogo autentico, capace di coniugare accoglienza e responsabilità ambientale.  La sostenibilità di Eirl Dolomites Retreat Sappada inizia dalla costruzione: il retreat è stato realizzato interamente in economia diretta, utilizzando l’anticatecnica alpina blockbau. Si tratta di un sistema costruttivo diffuso nei territori alpini e nordici, che prevede l’incastro di travi in legno, garantendo solidità, durabilità e un’estetica essenziale. I materiali scelti sono locali: legno di abete rosso e larice per le strutture, marmo Grigio Carnico per pavimenti e lavandini, juta e canapa per una parte degli elementi di arredo. «Eirl Dolomites Retreat Sappada nasce dal desiderio di costruire un luogo profondamente legato alla tradizione alpina e, allo stesso tempo, capace di guardare al futuro in modo responsabile», raccontano i proprietari della struttura. Grande attenzione è riservata anche all’efficienza energetica. In seguito all’ampliamento iniziale del glamping, Silvia e Max si trovano a riflettere sulla gestione delle risorse della loro attività e sulla necessità di avere un sistema energetico in linea con la loro visione. Nel 2015 viene progettata una centrale a biomassacapace di riscaldare l’intera struttura utilizzando esclusivamente legna di scarto, sotto forma di cippato. «Il rispetto per l’ambiente fa parte del nostro modo di essere, è stato automatico poi trasferirlo nel nostro modo di lavorare», spiegano i proprietari. «La centrale a biomassa è una scelta che sentiamo nostra e che ci rende orgogliosi». Accanto alla sostenibilità ambientale, EIRL promuove attivamente un modello di economia circolare basato sul coinvolgimento di prodotti e produttori locali. Un esempio concreto è l’orto condiviso, a disposizione degli ospiti degli chalet, che possono raccogliere liberamente i prodotti di stagione e partecipare alla sua cura. I raccolti vengono in parte utilizzati anche nella cucina dell’Alp Stube, il ristorante della struttura. «L’orto è una passione che arriva dalle nostre famiglie», racconta Silvia. «Ci piaceva l’idea che fosse a disposizione di tutti: dalle fragole per i bambini agli aromi per la griglia e ai fiori eduli, fino alle verdure che riescono a crescere a 1300 metri di altitudine». Il legame con il territorio si esprime anche attraverso la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche locali, come il Saurnschotte, formaggio tipico di Sappada entrato nel 2022 tra i Presìdi Slow Food. Una ricetta antica, tramandata di generazione in generazione, aromatizzata con il dragoncello locale e talvolta proposta nei piatti dell’Alp Stube. «È una tradizione gastronomica antica, un lungo procedimento», sottolinea Silvia. «È molto bello che siano riusciti a farla diventare un prodotto tutelato». Eirl Dolomites Retreat Sappada si conferma così non solo come destinazione di charme, ma come esempio concreto di ospitalità consapevole, dove sostenibilità ambientale, economia circolare e identità locale diventano parte integrante dell’esperienza degli ospiti.

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