Val di Concei (TN): morta durante la cattura lorsa F43

Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Con i nostri legali faremo tutto ciò che è possibile per capire cosa è successo realmente, se è davvero stato un incidente inevitabile o se ci sono responsabilità dirette di qualcuno”.

Autore: Redazione Greencity

Da un anno i movimenti dell'orsa F43 venivano monitorati tramite radiocollare, visto che si era avvicinata spesso agli umani e alle loro attività. Due notti fa, il dispositivo doveva essere sostituito e quindi si è proceduto a quella che dovrebbe essere una procedura di routine. Eppure qualcosa è andato storto e quindi l’orsa, una volta anestetizzata, è morta all’interno della gabbia utilizzata per la cattura. Secondo quanto riportato finora, il decesso sarebbe stato causato dalla posizione assunta dall’animale all’interno nella trappola e il personale veterinario avrebbe tentato di rianimarla senza successo.    “Ancora un altro orso, in questo caso orsa, vittima di una gestione evidentemente non all’altezza della situazione, approssimativa e inefficace in una Regione che da anni si dimostra problematica per la convivenza con questi splendidi animali”, commenta amareggiata Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Sono tanti gli orsi che abbiamo pianto in questi anni: Daniza, JJ4, KJ2, ultimamente un cucciolo di orso investito e lasciato morire sull’asfalto e M49 ancora sofferente e rinchiuso in cattività.  Purtroppo dobbiamo constatare che la vita degli orsi è in costante pericolo per una incapacità dell’uomo di convivere pacificamente dopo aver invaso i territori che dovrebbero appartenere di diritto alla fauna selvatica.” “Tramite i nostri legali faremo tutte le valutazioni del caso per capire qual è la strada migliore per fare chiarezza su questa ennesima morte di un animale la cui unica colpa era quella di vivere la sua vita, nel suo habitat. Probabilmente si sarà trattato, come dichiarato, di un incidente, ma vogliamo andare a fondo e capire bene cosa è stato fatto e come, visto che la Provincia di Trento ha sempre dimostrato poca tolleranza verso gli orsi che popolano i boschi”, conclude Rosati.  

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