Gli italiani e la mobilità elettrica? Le colonnine di ricarica l’aspetto più problematico

Per il 61% degli italiani la “difficoltà di fare rifornimento” è il principale limite dell’auto elettrica.

Autore: Redazione Greencity

Nel coso di THAT’S MOBILITY, il nuovo evento dedicato alla mobilità elettrica tenutosi presso il MICO, sono stati presentati i risultati di: Presa in pieno! Gli italiani alle prese con le colonnine di ricarica, un’indagine ideata e realizzata per la manifestazione da Nuova Energia, il bimestrale di Editrice Alkes che da anni si occupa delle problematiche energetiche.
Un sondaggio, che ha coinvolto oltre 1.000 soggetti sopra i 18 anni per capire quali sono le conoscenze degli italiani su un tema di cui tutti parlano, ma che forse richiede ancora una forte attività di informazione per arrivare ad un cambiamento di paradigma verso nuovi stili di vita. Dal sondaggio risulta che gli italiani subiscono il fascino della mobilità elettrica, ma considerano ancora le colonnine di ricarica con una certa diffidenza. Per il 61% la “difficoltà di fare rifornimento” è il principale limite dell’auto elettrica. Gli uomini (63%) sono più preoccupati delle donne (57%) e i giovani (67%) più degli over 55 (46%). Quasi sei italiani su dieci temono di “rimanere senza un punto di ricarica”, mentre il 26% vorrebbe “l’equivalente di un benzinaio o una alternativa al self service”. 
Ecco dunque la carta d’identità delle colonnine ideali: interoperabili al 100%, presenti nei supermercati e nelle stazioni di servizio, presidiate, capaci di accettare pagamenti in contanti, in grado di evidenziare chiaramente il costo del kWh erogato (come fosse benzina o gasolio al litro) per poter fare confronti di prezzo. E magari, dotate anche di un servizio wi-fi e di un’area di sosta attrezzata e confortevole...per ingannare l’attesa della ricarica.
Lo spunto principale che emerge dall’indagine è il fatto che manca il famoso “cambio di paradigma”. L’auto tradizionale viene ancora presa come termine di paragone o elemento di confronto (come se si trattasse di una transizione dalla benzina rossa a quella verde). Non c’è quel salto di mentalità per cui il “pieno” si fa quando l’auto sta ferma e non quando la macchina è in movimento e va in riserva
L’analisi delle risposte fa emergere un altro aspetto per molti versi sorprendente. E se i nonni fossero più smart dei nipoti? La percentuale di giovani disposti a rinunciare all’auto di proprietà è inferiore al 6%. Nella scelta del tipo di alimentazione solo il 13% degli under 34 punta sull’elettrico. Mentre tra gli studenti si riscontra la percentuale più elevata di chi vorrebbe pagare la ricarica in contanti (18% rispetto all’8 % della media nazionale). 
In generale emerge la mancanza di informazione (ad esempio: 8 italiani su 10 non hanno idea di quanto possa costare il tragitto Roma-Milano o lo quotano al di sotto dei 15 euro; e proprio i giovani sono la categoria più disinformata), una buona dose di confusione, nonostante la diffusa convinzione di conoscere il tema per “sentito dire”. Ancora non si è compreso che in gioco non c’è un semplice cambiamento tecnologico, ma culturale.
Commenta Massimo Garanzini esperto di comunicazione e responsabile Energia di Omnicom Group: “Per affrontare il cambiamento gli italiani stanno indicando una strada conservativa: non basta la consapevolezza dei benefici etici della scelta verde, serve un’accessibilità immediata alle soluzioni. Costi e fruizione smart sono al centro delle richieste del consumatore anche in altri settori di mercato”.

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