Se in questi ultimi anni ci si è ritrovati in pieno luglio a boccheggiare alla ricerca di un filo d'aria da mandar giù, consoliamoci perché tra sessant'anni sarà peggio, soprattutto in zona mediterranea.
A
Sud, invece, la situazione sarà ancora peggiore con la colonnina di mercurio che sfiorerà temperature davvero difficili anche per il più freddoloso: ad affermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista
Climate Change che attribuisce il fenomeno all'inesorabile aumento di
CO2 nell'atmosfera.
I risultati dello studio si sono ottenuti a seguito dell'osservazione di oltre 50 simulazioni climatiche fatte dai ricercatori dell'università di
Stanford.
Alcune di queste simulazioni erano state fatte nel
XX secolo, ma tutte hanno predetto esattamente il clima dell'ultimo mezzo secolo.
Se si proiettano al futuro i risultati ottenuti, emerge che l'
emisfero Nord verrà gradualmente colpito da estati sempre più torride e roventi: "L'effetto più immediato si avrà ai tropici - scrivono gli autori - dove tra il 2010 e il 2039 il 70% delle stagioni estive sarà più caldo della media".
Nel corso degli anni, poi il caldo record si dovrebbe spostare sempre più a Nord: ''Secondo le nostre proiezioni - affermano - entro metà del secolo vaste aree dell'Europa, degli Usa e della Cina si scalderanno così velocemente che anche l'estate più fredda avrà temperature più alte della più calda della fine del secolo scorso''.
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