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Nucleare, Bruxelles chiede chiarezza nel decommissionig

Il Parlamento Europeo vuole vederci chiaro nei progetti di decommissiong delle centrali nucleari e comincia chiedendo a Lituania, Slovacchia e Bulgaria di apportare modifiche e miglioramenti ai rispettivi programmi se vorranno vedersi confermati i fondi UE.

Franco Cavalleri

Pubblicato il: 30/04/2011 nella categoria Energia.

Nucleare, Bruxelles chiede chiarezza nel decommissionig

Il Parlamento Europeo vuole vederci chiaro nei progetti di decommissiong delle centrali nucleari e comincia chiedendo a Lituania, Slovacchia e Bulgaria di apportare modifiche e miglioramenti ai rispettivi programmi se vorranno vedersi confermati i fondi UE.
Lo richiede un documento approvato dal Parlamento Europeo durante i lavori per la definizione del programma dei finanziamenti per il periodo 2014-2020, operazione che comporta, tra l'altro, la chiusura di diversi progetti di spesa nel 2013.
Gli impianti oggetto di decommissioning sono quelli di Ignalina, in Lituania (finanziamento previsto, 1,3 miliardi di euro), Bohunice, in Slovacchia (613 milioni) e quello bulgaro di Kozloduy, (868 milioni). Tutti compresi nel periodo 2007-2013. Oltre la metà (55,62%) dei fondi per Ignalina sarebbero già stati sborsati. La percentuale sale al 59,3% per Bohunice, mentre Kozludy si ferma al 41,8.
I parlamentari europei hanno criticato le modalità di allocazione di questi fondi: ritardi nei lavori, carenza di coordinamento nei progetti, e troppi soldi destinati a progetti energetici senza alcun collegamento alle centrali coinvolte. L'accusa lanciata dai banchi del Parlamento è che i soldi siano stati spesi a dispetto delle critiche mosse nei confronti dei piani di decommissioning, giudicati insufficienti per quanto riguarda le informazioni sulle diverse fasi dei progetti, eccessivamente costosi e poco chiari dal punto di vista della provenienza dei fondi necessari a coprire le spese. Continuare a finanziare questi progetti nel 2013 è ipotesi soggetta a miglioramenti nelle linee dei programmi.
A questo fine, il Parlamento europeo richiede che la Commissione formi un team che si incarichi di coordinare e sovrintendere ai lavori, verificando anche le modalità di spesa e il rispetto dei tempi indicati.







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