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Settimana UE Energia, per una visione comune

L'energia come tema comune, da affrontare con una visione europea, che tenga conto di tutte le condizioni e necessità. Ne parla Matteo Forna, Direttore della Rappresentanza di Milano della Commissione Europea

Franco Cavalleri

Pubblicato il: 11/04/2011 nella categoria Energia.

Settimana UE Energia, per una visione comune

"La Settimana Europea dell'Energia serve per far capire ai cittadini e alle imprese dell'Unione Europea che l'energia non è un tema che possa essere affrontato in ventisette modi diversi: serve una visione comune, e una strategia che tenga in considerazione tutti gli aspetti della questione, a livello UE."

A parlare è Matteo Fornara, Direttore della Rappresentanza di Milano della Commissione Europea. Greencity l'ha intervistato a proposito della Settimana Europea dell'Energia, iniziata proprio oggi, che prevede, in tutta l'UE, ben 600 eventi e iniziative nell'ambito dell'energia, in tutte le sue accezioni.
"L'energia rappresenta, per l'UE e per la Commissione, un tema prioritario. Ancora di più lo deve rappresentare per un paese come l'Italia che, non dimentichiamo, è secondo nell'intera Unione in quanto a costo dell'energia."
Al primo posto, è utile far notare al lettore, c'è la Danimarca, da cui ci dividono abissi di efficienza energetica e come sistema-paese.
Come si esprime la strategia UE per l'energia?

"La strategia Europa 202020 messa a punto dalla Commissione ha come obiettivo la realizzazione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva: ovvero, uno sviluppo economico che si traduca in una società che sa usare le sue risorse in modo intelligente e senza sprechi, che rispetta l'ambiente e traduce questo suo rispetto in uno sviluppo sostenibile dal punto di vista dell'ambiente in cui viviamo, e che coinvolge tutti i suoi membri, nessuno escluso, in questa sua crescita economica. In questi tre obiettivi viene, naturalmente, preso in considerazione anche il tema dell'energia. Da tre anni l'UE ha obiettivi quantificati e con date di scadenza. Gli Stati Membri sanno cosa devono fare e quali sono i compiti che ognuno di essi ha ricevuto e le obbligazioni che è tenuto a soddisfare."
La Strategia Europa 202020 prevede arrivare ad un mix di fonti dove il 20% della nostra energia deriva da fonti rinnovabili. L'Italia deve arrivare al 17%. Perché l'obiettivo italiano è inferiore a quello della media UE?
"Il piano è costruito sul principio che ogni Stato Membro deve contribuire secondo le proprie possibilità e capacità. L'Italia partiva da un livello più basso, le è stato riconosciuto un obiettivo inferiore." Attualmente a che punto siamo?
"Circa a metà strada. Il blocco del sistema degli incentivi recentemente imposto dal Decreto Romani di certo non aiuta, ma è importante che il Governo arrivi ad un nuovo sistema equilibrato che possa incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Bisogna tenere conto che questo obiettivo del 20% di energia da fonti rinnovabili (17% per l'Italia, come visto) non è una cosa da niente: è uno dei punti su cui ogni Stato Membro verrà valutato, alla pari della stabilità economica, del contenimento del deficit, della percentuale di indebitamento."
Tra due mesi esatti gli italiani saranno chiamati a votare per il referendum sull'energia nucleare. L'UE come vede la questione?
"Ogni Stato Membro ha il diritto di organizzare la propria struttura energetica come ritiene meglio. Ovviamente sempre rimanendo nei limiti e nelle disposizioni della Strategia 202020. Il nucleare è una delle opzioni che ogni Stato Membro ha a disposizione. Quattordici paesi hanno centrali nucleari, tredici no. L'Unione Europea non ha intenzione di prendere posizione riguardo al referendum: è una questione interna italiana. Però pretende che ogni impianto, ogni reattore, esistente, in via di costruzione o in via di progettazione, rispetti i criteri ed i parametri di sicurezza. Quanto è successo in Giappone ha messo ben in chiaro come il tema della sicurezza rappresenterà il punto centrale della discussione politica ed elettorale. Dal canto suo, la Commissione Europea ha messo in moto il meccanismo degli stress test per le centrali, per verificare l'effettivo livello della sicurezza in ogni centrale ed in ogni reattore."







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