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Flessibilità, risparmio e innovazione: il Comune di Messina ridisegna il suo IT

Flessibilità, risparmio e innovazione: il Comune di Messina rinnova il suo IT, con la collaborazione di IBM.

Franco Cavalleri

Pubblicato il: 22/02/2011 nella categoria Green IT.

Flessibilità, risparmio e innovazione: il Comune di Messina ridisegna il suo IT

Flessibilità, risparmio e innovazione tecnologica: questi i punti chiave del progetto di ridisegno del proprio sistema informativo del Comune di Messina.
Il rinnovo dell'infrastruttura IT è avvenuto con la collaborazione di IBM e Ricca Srl, che hanno aiutato il Municipio siciliano a ridisegnare il suo IT, introducendo un Cloud Privato e consolidando 120 Desktop con un solo IBM BladeCenter E con tre lame HS22 e uno storage IBM Ds 3400 collegati tramite switch FC. L'ambiente di virtualizzazione è Verde 4.5 di Virtual Bridge.
Una soluzione di carattere innovativo attenta agli aspetti di Business continuity.
Il problema che il municipio siciliano doveva affrontare e risolvere era come collegare le sue 13 sedi decentrate (suddivise in 6 diverse circoscrizioni), con un totale di oltre 2.000 dipendenti e circa 1.000 postazioni di lavoro informatizzate. Le diverse sale server ospitano prevalentemente sistemi HP con macchine da rack tradizionali. Il comune voleva creare un'infrastruttura di virtual desktop che consentisse di raggiungere i seguenti obiettivi:
  • Ottimizzazione delle risorse: ridurre drasticamente il tempo di messa in opera di un PC cercando di evitare tutti quei fenomeni di sottoutilizzo e avendo postazioni di lavoro su misura per singolo utente o gruppi di utenti.
  • Flessibilità e Mobilità: nel caso in cui un PC non servisse più o se servisse più o meno potente, avere la possibilità di eliminarlo o modificarlo direttamente da una consolle centralizzata, per assegnare le risorse in maniera dinamica, svincolando gli utenti dal proprio device.
  • Sicurezza: limitare fortemente le interazioni esterne (floppy, dvd, etc) riducendo drasticamente la possibilità di subire attacchi e di essere infettati, mettendo al tempo stesso l'amministratore di sistema nelle condizioni di gestire e proteggere una sola infrastruttura fisica, e non decine, se non centinaia, di sistemi remoti.
  • Evoluzione: eliminare i tempi morti dovuti alle esigenze di evoluzione tecnologica (una nuova versione di office, una nuova release di programma, aggiornamenti HW).
  • Sicurezza dei dati: avere una piattaforma che permetta di fare dei backup in modo semplice e veloce senza impattare sulla produttività degli utenti.
  • Ecosostenibilità consumo energetico, rumore, dissipazione calore: il comune voleva approfittare del rinnovamento tecnologico per ridurre il consumo energetico dei PC, il rumore generato dalle ventole di raffreddamento, la dissipazione di calore dei circuiti elettrici, l'ingombro fisico.
  • Ciclo di vita Hardware e Software: allungare il ciclo di vita delle postazioni di lavoro, slegando il ciclo di vita dell'HW da quello del SW.
Il progetto nasce con la sostituzione di 20 postazioni con dei Thin Client e l'attivazione di un server che permette il boot da rete per i PC obsoleti in modo da poter eliminare tutti i device con parti in movimento quali Floppy, Cdrom, Hardisk permettendo quindi il riuso di hardware vecchio e molte volte non funzionante. In aggiunta, si è voluto utilizzare Linux Ubuntu Desktop Edition come Client virtuale in modo da ridurre al massimo i costi di licenza di sistema operativo, office suite (utilizzando Open Office) ed antivirus.

Questa soluzione IBM virtual desktop permette all'organizzazione del comune di ridurre i costi e la complessità, diminuendo i rischi per la sicurezza legati alla gestione dei desktop. L'ambiente virtuale clusterizzato assicura la continuità di servizio e permette facili e veloci backup centralizzati .

L'hw IBM, proposto dal Business Parter Ricca srl di Ragusa, è espandibile fino a 14 server fisici e 4 cassetti storage in cascata e assicura la possibilità di far crescere l'infrastruttura, proteggendo gli investimenti. Il nuovo sistema di virtual desktop permette di riutilizzare, in questa fase iniziale, circa 100 pc ormai in disuso perché obsoleti, questo grazie al fatto che la potenza elaborativa è stata spostata sui serventi e la capacità disco dei singoli pc sullo storage.







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