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Dare un valore alla biodiversità e ai servizi ecosistemici

La mancanza di prezzi di mercato per i servizi ecosistemici e la biodiversità significa che i benefici che otteniamo, da questi beni, spesso di natura pubblica, in genere sono trascurati o sottovalutati. Il progetto Economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB) dell'Unione Europea ricorda ai responsabili politici, alle imprese e ai cittadini l'urgente necessità di prestare attenzione a questi fattori nel comportamento e nelle decisioni che adottano.

Franco Cavalleri

Pubblicato il: 03/02/2011 nella categoria Ambiente.

Dare un valore alla biodiversità e ai servizi ecosistemici

La mancanza di prezzi di mercato per i servizi ecosistemici e la biodiversità significa che i benefici che otteniamo, da questi beni, spesso di natura pubblica, in genere sono trascurati o sottovalutati. Il progetto Economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB) dell'Unione Europea ricorda ai responsabili politici, alle imprese e ai cittadini l'urgente necessità di prestare attenzione a questi fattori nel comportamento e nelle decisioni che adottano.
dare-un-valore-alla-biodiversita-e-ai-servizi-ecos-3.jpgIl progetto Economia degli ecosistemi e della biodiversità (TEEB) è uno studio avanzato avviato dal G8 e dalle cinque maggiori economie in via di sviluppo, incentrato sui benefici economici globali della diversità biologica e sui costi derivanti dalla perdita di biodiversità e dalla mancata adozione di un'azione efficace.
Oltre ad una relazione tecnica generale – la cui versione aggiornata è tata presentata alla conferenza internazionale sulla biodiversità di Nagoya (Giappone) nel'ottobre del 2010 - il progetto TEEB ha prodotto studi mirati ai responsabili politici nazionali, alle imprese e alle autorità locali e regionali.
Tali studi evidenziano il modo in cui si può porre rimedio all'incapacità dei mercati di tenere adeguatamente conto del valore dei servizi ecosistemici. Con esempi reali provenienti da tutto il mondo, illustrano come il riconoscimento del valore della biodiversità abbia determinato cambiamenti politici, come gli investimenti nel capitale naturale possano essere più redditizi rispetto alle soluzioni artificiali e come la conservazione possa risultare economicamente vantaggiosa.
Questi modelli che la relazione sulla Economia degli ecosistemi e della biodiversità possono essere riversati nella realtà italiana? Il dubbio è molto forte, in particolare per quanto riguarda gli enti locali e regionali.
Se le imprese possono essere accreditate di potere e sapere adattarsi all'eventuale introduzione di nuove modalità di rendicontazione finanziaria che tenga in considerazione il valore del capitale naturale e dei suoi servizi – a patto che ciò avvenga in modo chiaro e con regole precise – diverso e meno positivo ed ottimista è il discorso sulla PA a tutti i suoi livelli. Il deficit di risorse umane con adeguate conoscenze tecniche e tecnologiche, all'interno degli enti locali e regionali, è palese e conclamato. Dubbi fortissimi sussistono anche sulla capacità del mondo della politica di sapere fare propri questi argomenti e portarli avanti con convinzione e decisione.
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