Con i suoi 2,3 miliardi di valore è
la maggiore opera viabilistica nell'intera Unione Europea, anche per i prossimi anni. "Soltanto il progetto per la ferrovia ad alta velocità, la TAV, ci supera, perché è composta di tante diverse tratte: se il confronto viene fatto con le singole opere, siamo più grossi noi".
L'opera in questione è la
Pedemontana Lombarda, la nuova autostrada che collegherà l'A8 Milano-Varese con la A4 Milano-Venezia, partendo da Cassano Magnago per arrivare a Osio Sotto. In definitiva, costituirà
il nuovo asse est-ovest del sistema di trasporti regionale della Lombardia,in alternativa al tradizionale assetto Milano-centrico, ormai arrivato – e da parecchio tempo – oltre il limite del collasso. Nel mezzo, varesotto, bassa comasca e Brianza, "una delle aree maggiormente urbanizzate dell'intero continente europeo".

A parlare è Umberto Reagalia, Direttore Generale di Pedemontana Lombarda S.p.a., costituita nell'ormai lontano 1986 che ha come mission aziendale, si legge nel prospetto su internet, "La promozione, lo studio, la progettazione, la costruzione e l'esercizio dell'Autostrada Pedemontana Lombarda – assentita in concessione e articolata nelle tratte funzionali Cassano Magnago-Dalmine, Gazzada-Valico del Gaggiolo (sistema tangenziale di Varese), Villa Guardia-Tavernerio (sistema tangenziale di Como) - nonché di quelle strade o autostrade contigue, complementari e comunque realizzate come opere connesse".
In realtà, il sogno di un nuovo collegamento viabilistico veloce che servisse il nord-ovest della Lombardia, evitando di passare per il nodo di Milano, risale addirittura alla metà degli Anni Cinquanta del secolo scorso. "I primi progetti sono del 1956" ricorda Reagalia.
Considerando che le prime auto dovrebbero transitare sulla nuova autostrada all'inizio del 2015 ("Vogliamo essere pronti per l'Expo, il nostro obiettivo è quello"), significa che saranno passati 59 anni dal sogno alla realtà. Nel frattempo, il mondo è cambiato: sul soglio pontificio c'era Pio XII, alla Casa Bianca Dwight Eisenhower e al Cremlino Nikita Krusciov stava timidamente cercando di pilotare l'Unione Sovietica fuori dal tunnel dello stalinismo. In Italia, Presidente della Repubblica era Giovanni Gronchi, a capo del governo c'era Antonio Segni. In questi cinquantanove anni a Roma si sono succeduti cinque papi, l'Urss è crollata e i suoi vecchi satelliti sono entrati nell'Unione Europea, l'uomo è andato sulla Luna, internet e la tecnologia IT hanno rivoluzionato il modo di lavorare, comunicare, vivere...ma la Pedemontana era sempre lì, nel cassetto dei desiderata, sogno proibito di generazioni di lombardi che, a breve, diventerà finalmente realtà.
Nel corso dei decenni anche la Pedemontana ha cambiato più volte faccia. I progetti si sono succeduti l'uno dopo l'altro, e il percorso ha subito numerose variazioni. Quello finale va, come detto, da Cassano Magnago a Osio Sotto: cinque province, novantaquattro comuni, duemila chilometri quadrati di territorio con un patrimonio complessivo di trecentomila imprese – che producono il 10% dell'intero PIL italiano – e quattro milioni di residenti. Numeri impressionanti, che danno un'idea delle dimensioni e della complessità tecnica di un progetto che va ad incidere su un'area che, non dimentichiamolo, è considerata tra i motori dell'economia non solo italiana, ma dell'intera Unione Europea!
"Saremo pronti per gli inizi del 2015, in tempo per l'Expo", promette Reagalìa. "Il 14 gennaio avverrà la presentazione delle offerte. La base d'asta per l'intero progetto è 2,3 miliardi di euro. Nel corso del 2011 partiranno gli espropri, 4000 in tutto per 24 milioni di metri quadri, e verrà messo a punto il progetto operativo. Prevediamo di completare il lavoro, se tutto va bene, e ne siamo sicuri, all'inizio del 2015. In tempo per l'Expo, come promesso".