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Anche Legambiente dice no allo smembramento del Parco Stelvio

In seguito alla richiasta di Bolzano, per lo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio Legambiente commenta: "Richiesta inaccettabile, la tutela dello spazio naturale alpino impone di superare le barriere, non di crearne altre".

Redazione Green City

Pubblicato il: 02/12/2010 nella categoria Ambiente.

Anche Legambiente dice no allo smembramento del Parco Stelvio

L'ordine del giorno del "Comitato dei 12", la commissione paritetica tra Governo e Provincie Autonome di Trento e Bolzano mette a rischio l'integrità del Parco Nazionale dello Stelvio, con una proposta di spartizione dell'area protetta tra le due provincie e la Regione Lombardia.
Una vecchia idea di Luis Durnwalder, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige. "Il governatore dell'Alto Adige – sottolinea il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - proprio non vuole saperne di una tutela prevista da leggi nazionali per la più grande area protetta dell'arco alpino italiano, un bene naturalistico che da 75 anni è protetto come Parco Nazionale e che custodisce un patrimonio di foreste, pascoli e ghiacciai di valore straordinario, ben al di là degli stessi confini nazionali italiani".legambiente-no-allo-smembramento-del-parco-stelvio-1.jpg "La sfida della conservazione della natura nella catena alpina - prosegue Cogliati Dezza - non ha bisogno di confini né di spezzettamenti amministrativi. Occorre, invece, saper guardare al valore che questa straordinaria regione montuosa racchiude, come fissato dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, un accordo vincolante tra Stati nazionali e regioni confinanti ratificato dal nostro Paese nel 1999 ma di cui tutti sembrano essere inconsapevoli". "Durnwalder – aggiunge Damiano Di Simine, responsabile dell'Osservatorio Alpi di Legambiente - ha molte ragioni quando chiede un'azione di governo del Parco più efficace di quella che vi è stata finora. Spezzando il parco non si otterrà, però, una maggior tutela ma solo un lento e inesorabile declino del ruolo di un Parco Nazionale, che fino a oggi, nonostante i suoi molti nemici, è riuscito a custodire ambienti e popolamenti di fauna e flora tra i più preziosi dell'intero arco alpino".







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