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Aree protette a rischio chiusura in Sicilia

Allarme del WWF per il rischio di chiusura delle riserve naturali nella Regione Sicilia. Si rischia di cancellare 20 anni di tutela e risultati importanti: 16 i dipendenti che ad oggi gestiscono le riserve.

Redazione Green City

Pubblicato il: 24/11/2010 nella categoria Ambiente.

Aree protette a rischio chiusura in Sicilia

Emergenza aree protette in Sicilia. Se le Riserve della Regione nelle prossime ore non verranno inserite in un provvedimento normativo riparatore, queste saranno destinate alla chiusura.
Paradossale perchè avviene nel 2010, anno internazionale della Biodiversità, all'indomani della conferenza di Nagoja dove si e' stabilito a livello mondiale di aumentare da qui al 2020 le aree protette per tutelare la biodiversità: 76 riserve naturali, 28 gestite dalle Associazioni ambientaliste per un totale di 90 lavoratori.
aree-protette-sotto-scacco-in-sicilia-1.jpgLa prima Riserva gestita dal WWF fin dal 1995 è quella di Saline di Trapani.
Oggi il WWFgestisce 4 riserve (Capo Rama, Saline di Trapani e Paceco, Lago Preola Gorghi Tondi, Torre Salsa) per un totale di 2000 ettari fondamentali per la tutela e la conservazione della natura di tutto il territorio regionale.
Sono 16 ad oggi i dipendenti del WWF impegnati nella gestione delle 4 Riserve. Si tratta di diverse professionalità che si sono formate negli anni della gestione e che portano sul territorio un know how, quello del WWF, di livello internazionale che oggi rischia di andare perso con la perdita di questi importanti posti di lavoro.
Lo stesso vale per le riserve gestite dalle altre associazioni.
La presenza costante del personale nelle Riserve Naturali e l'attività di vigilanza, unitamente alla campagna di informazione, sensibilizzazione e di educazione ambientale attuata dagli enti gestori e alla repressione delle illiceità secondo criteri di legge, hanno consentito di ottenere ottimi risultati sia nella salvaguardia del patrimonio naturale che nel ripristino del principio della legalità in aree dove per decenni sono state compiute, spesso impunemente, attività di ogni sorta: bracconaggio, pescadalla scogliera, cementificazione selvaggia, scarichi di materiale di diverso genere e natura, scarichi fognari fuori norma, pascolo abusivo, ecc.
Gran parte di queste attività illecite si sono fermate con l'istituzione delle l'aree protette, mentre altre si sono notevolmente ridotte in seguito alla vigilanza e all'intervento del personale delle Riserve.
V'è di più. In questi anni le riserve sono state veri e propri laboratori a cielo aperto che hanno portato importanti collaborazioni con le Università ed istituti di Ricerca, con risultati prestigiosi dal punto di vista scientifico per la conservazione della biodiversità.
Tutto questo oggi sembra non interessare all'amministrazione regionale. Sono troppi mesi ormai che alle Riserve non arrivano più i trasferimenti dalla Regione, che sono un obbligo contrattuale, e che vengono descritti scenari per il 2011 peggiori di quelli attuali.
"Non ci sono i soldi per pagare gli stipendi e per svolgere tutte le attività di gestione", è l'allarme lanciato questa mattina dai dipendenti delle Riserve gestite dal WWF questa mattina in una conferenza stampa tenutasi presso la CGIL di Palermo - Siamo davvero preoccupati di quello chesarà il futuro, nostro e del territorio siciliano che in questo momento non sembra essere una priorità del Governo Regionale siciliano".
aree-protette-sotto-scacco-in-sicilia-2.jpg







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