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Energia elettrica e gas, la concorrenza è a due velocità

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas pubblica uno studio sulla concorrenza nei due mercati. Nel settore elettrico più opportunità: in 3 anni, oltre 3,2 milioni di famiglie hanno cambiato fornitore. Nel gas invece scarsa competizione: in 7 anni hanno cambiato solo 800 mila famiglie.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 30/08/2010 nella categoria Energia.

Energia elettrica e gas, la concorrenza è a due velocità

In Italia, la liberalizzazione del mercato dell'energia viaggia a due diverse velocità: con efficacia nel settore elettrico, già positivamente aperto alla concorrenza; con molte resistenze e difficoltà invece nel settore del gas, penalizzato dalla scarsa competitività.
È quanto emerge da una recente indagine dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Vediamone i dati nel dettaglio. 
Nel settore elettrico, a tre anni dalla completa apertura del mercato per tutti i consumatori (1° luglio 2007), oltre 3,2 milioni di famiglie 1,2 milioni di piccole aziende hanno già cambiato fornitore, scegliendo fra le diverse opportunità offerte da diversi venditori in competizione fra loro.
In totale, dal 1° luglio 2007, sono circa 4.424.000 (pari al 12,2% del totale) i consumatori che hanno scelto il mercato libero dell'energia elettrica.
All'interno del settore, gli switching (cambi di fornitore) sono aumentati del 4% nell'ultimo anno, a conferma del positivo sviluppo della concorrenza.
Tutt'altro scenario quello che si presenta nel settore gas naturale. Qui i cambi di fornitore sono minori perché il mercato gas è ancora poco efficiente ed in forte ritardo nello sviluppo della concorrenza e delle infrastrutture.
A oltre sette anni dalla completa apertura del mercato (gennaio 2003), ha scelto il mercato libero solo il 4% delle famiglie e, in totale, i cambi di fornitore (famiglie e aziende) non superano il 7%. 
Le forti asimmetrie fra o due mercati sono legate principalmente alla presenza, nel settore del gas, di un operatore dominante (Eni) che controlla ancora il 92% delle infrastrutture di import e il 65% delle immissioni sul mercato nazionale. Nel settore elettrico, invece, la quota nazionale dell'operatore ex monopolista dominante (Enel) si è ridotta al 30% e sul mercato sono entrati nuovi operatori che hanno indotto anche un aumento della capacità di produzione.
Tra le grandi differenze tra i due settori, inoltre, va ricordata anche quella riguardante la terzietà delle reti di trasporto, monopoli che dovrebbero garantire a ogni concorrente servizi senza nemmeno il dubbio di discriminazioni.
Se "per il mercato elettrico – spiega l'autorità in una nota - è stata già opportunamente attuata, con vantaggi per i consumatori, la separazione proprietaria di Terna da Enel, nel settore gas Snam Rete Gas è ancora controllata da ENI, uno dei concorrenti in gioco e per giunta il dominante; ciò non ha favorito e non favorisce lo sviluppo infrastrutturale, la concorrenza e l'efficienza del mercato gas".
Più in generale, le liberalizzazioni e la regolazione hanno già garantito risultati importanti: nel settore elettrico nazionale, ad esempio, una riduzione di oneri stimabile in più di 4,5 miliardi di Euro all'anno, rispetto al 1999. A questo dato hanno contribuito, per il 40%, la riduzione di componenti tariffarie regolate (trasporto e distribuzione) e, per il 60%, la pressione competitiva (sul mercato all'ingrosso in particolare) che ha indotto investimenti per impianti nuovi e più efficienti.







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