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Wwf, no alla cattura dell'orso Dino

Secondo il Wwf l'eventuale cattura dell'orso Dino, che si sta muovendo nell'area del bellunese, sarebbe in antitesi con il Piano per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 25/05/2010 nella categoria Ambiente.

Wwf, no alla cattura dell'orso Dino

Il Wwf dice no: no alla cattura dell'ormai popolare orso Dino.
In sincronia con buona parte dell'opinione pubblica, che si dimostra di simpatizzare con l'orso e non desidera che venga catturato, l'associazione ambientalista si schiera in "difesa" dell'animale, spiegando: "La decisione di catturare l'orso Dino per metterlo in cattività o trasferirlo all'estero non rispetta il Piano per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali. E' inaccettabile che mentre alla Conferenza nazionale sulla biodiversità in corso a Roma si sottolinea il valore della biodiversità e la necessità di salvaguardare ogni singolo esemplare delle specie più a rischio, si pensi anche solo lontanamente di catturare e togliere la libertà a un animale selvatico così raro e prezioso come l'orso bruno, specie simbolo dell'intero arco alpino che conta appena una trentina di esemplari, reintrodotti da pochi anni. Il tutto considerando che l'orso Dino non ha dimostrato finora seri segni di pericolosità ma un atteggiamento normale per la specie".
L'affermazione del Wwf giunge come risposta all'ipotesi delle autorità della Regione Veneto di traferire l'orso in Slovenia.
Di recente l'orso Bruno è stato ritenuto il responsabile di alcuni attacchi contro animali da allevamento sull'altopiano di Asiago e questo aveva scatenato le polemiche di alcuni contadini della zona.
La soluzione non è però, a detta dell'associazione, cacciare l'orso Dino: "deve essere compiutamente rispettato l'impegno assunto dalle amministrazioni locali con la condivisione e la ratifica del Piano d'azione per l'orso, attraverso la messa in atto di tutte le necessarie misure di sensibilizzazione, informazione ed educazione per la comunità locale e contemporaneamente con specifici interventi, come l'installazione di recinti elettrificati, che possano dissuadere l'orso dal continuare a predare bestiame domestico o avvicinarsi alle zone abitate, cosa peraltro raramente accaduta".






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