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Trivellazioni nel Golfo di Taranto, Wwf in allarme

Il Wwf ha chiesto rassicurazioni e spiegazioni in merito alla decisione del governo di concedere a Shell Italia di effettuare trivellazioni nel Golfo di Taranto.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 04/05/2010 nella categoria Ambiente.

Trivellazioni nel Golfo di Taranto, Wwf in allarme

Il Wwf interviene in merito a quanto decretato dal governo italiano in merito a permessi di trivellazioni: il Ministero dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha rilasciato infatti, il 30 aprile scorso, a Shell Italia il permesso di ricerca petrolifera offshore nel Golfo di Taranto, mentre il Presidente Obama impone il blocco delle trivellazioni petrolifere in mare a seguito del disastro nel Golfo del Messico.
Il Wwf č preoccupato inoltre delle conseguenze che potrą avere il decreto, firmato il 29 aprile, che "semplifica le procedure per le attivitą di ricerca petrolifera svolte d'intesa con le Regioni."
Il Wwf chiede forti rassicurazioni sul fatto che la valutazione di impatto ambientale, necessaria nel caso di trivellazioni a scopo di ricerca come quella approvata nel Golfo di Taranto, sia stata fatta nel migliore dei modi e che ogni misura di prevenzione sia stata adottata per limitare e mitigare i danni che ogni trivellazione in ogni caso comporta.
Speciali precauzione vanno adottate in quei tratti di mare o nelle vicinanze di coste ad elevato valore per la biodiversitą.
Il Wwf ha voluto ricordare come il Mediterraneo, una delle 200 ecoregioni a pił alta biodiversitą del mondo, č tuttora uno dei mari con la pił alta concentrazione di idrocarburi dovuti non a disastri ma al cronico sversamento di petrolio effettuato illegalmente dalle navi cisterna. Inoltre, quasi un quarto delle petroliere del mondo passa dal Mediterraneo.
"Ma in tutto questo sconsolante panorama, l'unico effetto positivo potrebbe trovarsi nell'aumentata consapevolezza che cosģ non si puņ andare avanti e che la spinta verso energie alternativa meno pericolose e devastanti dovrą crescere sempre pił rapidamente.
Anche per non accelerare la corsa verso la fine del mondo che, potrebbe arrivare anche prima del 21 dicembre del 2012 , data prevista dalla profezia del calendario Maya" dice Fulco Pratesi Presidente onorario Wwf Italia nel suo nuovo blog "Biodiversamente" ospitato su http://www.nationalgeographic.it/ , a commento deldisastro nel Golfo del Messico.







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