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Enel, servono incentivi per la mobilità elettrica

Il direttore della divisione Ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, ha tenuto un'audizione informale presso la commissione Trasporti della Camera dei Deputati, analizzando la situazione della mobilità elettrica.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 04/05/2010 nella categoria Mobilità.

Enel, servono incentivi per la mobilità elettrica

Presso la commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha avuto luogo un'audizione informale di Livio Vido, direttore della divisione Ingegneria e innovazione di Enel, incentrata sulle potenzialità della mobilità elettrica in Italia.
Vido ha messo in luce le correlazioni fra una politica di investimenti nel settore e i risvolti benefici su livello di inquinamento e ambiente: "gli scenari più conservativi prevedono per il 2020 il 5-6% di auto sul totale immatricolato in un anno. Ma in presenza di innovazioni tecnologiche, spinta commerciale e forte impulso dal legislatore, la penetrazione potrà spingersi fino al 30%". Il parco circolante potrebbe quindi variare tra gli 850.000 e i 3.800.000 veicoli.
Il manager Enel ha messo in luce l'attività della società, la quale, per realizzare tale spinta verso la mobilità elettrica, ha sottoscritto accordi con alcune compagnie automobilistiche, come Smart, Piaggio e Renault.
"Per lanciare definitivamente l'auto elettrica tra le concrete alternative per la mobilità si deve partire dall'adozione di standard tecnologici comuni su scala europea.
Sul fronte della burocrazia, bisogna definire una procedura semplificata per installare i punti di ricarica sul suolo pubblico e incentivare la realizzazione di strutture di ricarica in edifici privati, semplificando le decisioni condominiali".
Vido ha spiegato quali azioni risultano fondamentali per incentivare questo settore: tariffe ad hoc per l'energia e incentivi all'acquisto e, per le agevolazioni fiscali, "l'esenzione dall'applicazione delle addizionali dell'accisa all'energia elettrica per la ricarica, nonché della Tosap e dell'Ici per l'installazione delle infrastrutture".
L'importanza di investire in questo campo è giustificata anche dal risparmio energetico ottenuto che, come spiegato da Vido: "Il risparmio energetico medio dei veicoli elettrici rispetto a quelli con motore tradizionale è dell'ordine del 40%, grazie ad un'efficienza nettamente superiore. E significativi sono i benefici in termini di riduzione delle emissioni di Co2: l'auto elettrica produce fino al 46% di gas serra in meno".
Inoltre è stato sottolineato come la mobilità tipica dei centri urbani sia "largamente compatibile con le prestazioni dell'auto elettrica in termini di autonomia. In Italia gli spostamenti superiori ai 50 chilometri sono il 3% del totale.
E considerando solo le città, meno del 2% superano i 50 km" e i punti di ricarica pubblici "sono indispensabili per superare la barriera psicologica all'utilizzo del veicolo elettrico e consentire la ricarica a clienti senza parcheggio dedicato".







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