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L'auto elettrica si candida come la prossima rivoluzione verde

L'auto elettrica sembra essere arrivata finalmente al cosiddetto punto di rottura, quel punto, ovvero, nel quale ogni nuova tecnologìa è in grado di "rompere" gli equilibri esistenti, dando il via a una sequenza di trasformazioni velocissima e profonda.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 09/08/2010 nella categoria Mobilità.

L'auto elettrica si candida come la prossima rivoluzione verde

I veicoli elettrici si stanno diffondendo in diversi Stati dell'Unione europea, così come negli Stati Uniti, in Giappone, Cina e altri paesi ancora. I piani predisposti dai singoli governi per favorire lo sviluppo e la diffusione di questa nuova - ma non poi tanto, visto che l'automobile è nata elettrica e solo in un secondo momento le industrie sono passate al petrolio come fonte d'energia - famiglia comprendono strumenti e politiche come gli incentivi fiscali, il finanziamento di ricerche sull'estensione della vita utile delle batterie o sulla individuazione di nuovi e più efficienti materiali per la loro costruzione, la diffusione di infrastrutture per la ricarica di queste automobili, il supporto a piani di car-sharing di autoveicoli elettrici, sia da parte di privati che di istituzioni pubbliche, la sostituzione di auto tradizionali con altre alimentate dall'energia elettrica nelle flotte aziendali.

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Famiglie felici e sorridenti, un ambiente pulito e da godere: davvero l'auto elettrica è in grado di offrirci tutto questo?
Numerosi sono anche i casi di alleanze tra società elettriche o dell'energia in genere, industrie automobilistiche, produttori di batterie, università e centri di ricerca, per progetti comuni tesi a spingere lo sviluppo e la diffusione di queste tecnologie. A livello UE, i due progetti di maggiore rilevanza sono probabilmente la EURELECTRIC Task Force on Electric Vehicles and EpoSS e lo European Technology Platform on Smart Systems Integration, rispettivamente impegnate nella ricerca di tecnologie e sistemi sempre più efficienti per le auto elettriche e nella costruzione di reti integrate che includano sistemi di trasporto, energia, sistemi urbani, sistemi di informazione. Da parte sua, la Commissione Europea ha lanciato la European Green Cars Initiative, dotandola di uno stnaziamento di 5 miliardi di euro, per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di batterie e auto elettriche e per i relativi progetti-pilota.
La grande girandola di iniziative e progetti non deve far dimenticare i problemi e le difficoltà che comunque rimangono sulla strada del pieno sviluppo dell'auto elettrica. Occorre fare in modo che non si ripeta l'esperienza dei primi decenni dell'era dell'automobile: la Storia ci insegna che la produzione di veicoli elettrici cominciò addirittura nella prima metà dell'Ottocento (1838!), ma a partire dal 1913 dovette rapidamente cedere il passo al motore a combustione. Cicli e ricicli della Storia, un secolo esatto dopo il motore elettrico sembra pronto e prendersi la sua rivincita! 
I progressi compiuti in questi ultimi anni, sotto la spinta combinata dei problemi ambientali, i dubbi sull'effettiva quantità delle riserve petrolifere, la situazione geopolitica che vede un ricorso sempre maggiore all'uso dell'energia come arma di ricatto politico, e la crisi finanziaria seguita al fallimento ddella Lehman & Brothers, sono alquanto promettenti: gli scenari prevedono il ritorno in grande stile dell'auto elettrica sul mercato entro i prossimi due anni, e nel 2050 potrebbero superare il 60% del venduto e rappresentare il 25% dell'intero parco circolante al mondo.
A fianco di queste previsioni di una nuova età dell'oro dell'automobile elettrica, comunque, ci sono anche scenari decisamente meno trionfalistici, anzi anche alquanto pessimistici: non è tutt'oro quel che luccica, insomma.  
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