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Wwf, no al consumismo spropositato

Wwf Italia ed Edizioni Ambiente hanno presentato il rapporto "State of the World", che mette in luce gli effetti del consumismo spropositato della popolazione mondiale.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 31/03/2010 nella categoria Ambiente.

Wwf, no al consumismo spropositato

E' stato presentato a Roma, l'annuale rapporto "State of the World": Wwf Italia ed Edizioni Ambiente hanno messo in luce le tendenze delineate dalla ricerca sulle condizioni del Pianeta.
Fra gli aspetti maggiormente rilevanti emersi, il consumo delle risorse da parte della popolazione mondiale: più di un terzo della popolazione consuma infatti a livelli insostenibili.
Si tratta nello specifico di 2,3 miliardi di persone, soprattutto dei Paesi più ricchi: il loro modus vivendi ha fatto incrementare la spesa globale per beni e servizi, per l'esattezza nel 2006 pari a 30.500 miliardi di dollari, con un aumento del 28% rispetto a dieci anni prima, peggiorando in questo modo lo sfruttamento del Pianeta.
Come sottolineato durante la presentazione: "Ogni anno, si estraggono 60 miliardi di tonnellate di risorse, circa la metà in più di quanto accadeva 30 anni fa". Oltre a questo dato, è stato messo in luce come negli ultimi 50 anni la produzione dei metalli sia sestuplicata, il consumo del petrolio sia aumentato di 8 volte e come il consumo di gas naturale sia aumentato di 14 volto.
Fa riflettere il paragone fatto da Gianfranco Bologna, curatore dell'edizione italiana dello studio, il quale ha spiegato che è come "se ogni giorno l'uomo prelevasse dal Pianeta risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building".
La causa di tutto è il consumismo sfrenato, in grado di condurre gli uomini verso l'acquisto di un quantitativo di beni non essenziali: nel 2008, nel Mondo, sono stati acquistati 68 milioni di autovetture, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,5 milioni di cellulari.
Come è prevedibile immaginare, al top delle spese si situano gli stati più ricchi: i 65 Paesi con redditi alti causano il 78% della spesa globale in beni di consumo, questo nonostante essi rappresentino il 16% della popolazione globale.
Gli Usa mostrano cifre notevoli in questo senso: nel 2006 hanno speso in beni di consumo pari a 9.700 miliardi di dollari, ossia il 32% del totale, e, pro capite, circa 32.400 dollari; la popolazione Usa rappresenta però solo il 5% della popolazione mondiale.
"Di fatto se tutti vivessimo come gli americani, la Terra potrebbe sostenere a mala pena 1,4 miliardi di individui, invece che i 6,8 miliardi attuali".
Il rapporto si conclude quindi con un invito a tutti i Governi di adottare tecnologie sostenibili, così da "permettere ai consumi di base di posizionarsi in una dimensione ecologicamente possibile".
A consumi invariati, infatti, per produrre energia sufficiente a sostituire, nei prossimi 25 anni, l'utilizzo dei combustibili fossili "si dovrebbero costruire 200 mq di pannelli solari fotovoltaici e 100 mq di solare termico, al secondo, più di 24 turbine eoliche da 3 megawatt all'ora non stop, per il prossimo quarto di secolo".






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