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Green IT |
Sap, la formula delle 3P per un'innovazione sostenibile
Profit, People, Planet: le tre declinazioni del concetto di sostenibilità alla base del processo di innovazione delle aziende. Se ne è parlato alla sesta edizione dell'Executive Conference, tenutasi nei giorni scorsi a Villa d'Este. Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia, illustra la strategia societaria.
Barbara Torresani
Pubblicato il: 19/03/2010 nella categoria Green IT.
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Percorsi di sostenibilità
Oggi il tema della sostenibilità vede coinvolte molte aziende, ma su di esso c'è da fare ancora chiarezza. "Non può ridursi solo a un discorso di Green IT o di Corporate social responsability, commenta Santoni; è un tema più ampio con una connotazione business che impatta fortemente sui modelli di impresa. E' da vedersi in un'ottica di profitto e non di costo; un concetto di sostenibilità che diventa capacità di migliorare la profittabilità, gestendo opportunità e rischi economici, sociali e ambientali".
Sul tema c'è un forte interesse e Sap intende cavalcare questo trend partendo dalla propria offerta applicativa, che rappresenta il sistema nervoso delle aziende ed è sempre più concepita in questa direzione, con l'obiettivo di abilitare e governare il processo verso la sostenibilità delle aziende, declinandola nelle tre direttrici: economica, ambientale e sociale.
E' forte il commitment della società in questa direzione e parte dalle normative. "Occorre stabilire e adeguarsi a regole e normative create nel rispetto dell'ambiente e del sociale, spiega Santoni; un elemento in grado di creare risparmi significati che si traduce in vantaggio competitivo. Imporre alcune regole per sostenere il proprio business consente inoltre di elevare gli standard".
E la strategia societaria prosegue poi su elementi quali il vantaggio competitivo (in termini di protezione delle strategie di prezzo, fidelizzazione, nuovi mercati e prodotti) e valorizzazione del brand.
Nel ruolo di abilitatore Sap guida i clienti nel processo di riduzione delle emissioni di CO2, proponendo come punto di partenza una sorta di "mappa della sostenibilità", denominata Sustainability Map, che prende in considerazione vari aspetti di un progetto di sostenibilità, partendo dal livello dell'infrastruttura IT per spingersi fino al Sustanability Performance Management, come capacità di gestire strategie e rischi e visualizzare e gestire i dati relativi alla sostenibilità.
Ad oggi in Italia sotto il capello della "sostenibilità" si collocano soprattutto progetti legati al tema della sicurezza sul lavoro, di efficiantamento della supply chain, di Business Intelligence per analizzare e governare i dati critici delle aziende e di valutazione del Carbon Impact.
Condizione necessaria per essere riconosciuto come "abilitatore" di modelli di business sostenibili per le aziende clienti è quella di essere esso stesso un modello di sostenibilità. E' un impegno rigoroso quello preso dal software vendor, che proprio per questo ha creato una nuova figura, il Cso – Chief Sustainability Officer, presente nei 120 paesi in cui la società opera, che risponde direttamente al Ceo in materia di sostenibilità. Tale figura (in Italia in ruolo è stato affidato a Clara Covini, già responsabile della divisione Smb), deve occuparsi di declinare gli obiettivi fissati a livello internazionale nelle singole realtà locali, attenendosi a un sistema di metriche e di misurazione che valuta l'attività di riduzione dell'impatto ambientale in termini di Carbon footprint. L'impegno green dell'azienda prevede, per esempio, la scelta di operare in sedi ecocompatibili (come quella di Sap Italia a Vimercate), l'utilizzo di strumenti quali la videoconferenza, la telepresence, l'ottimizzazione dell'uso delle stampanti e dei dispositivi,...
Un impegno concreto che proprio nel 2009 ha portato Sap a raggiungere la leadership nel Dow Jones Sustainability Index.
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