 |
Ambiente |
COP15, la nuova geopolitica del mondo
Il risultato del Summit di Copenhagen ha mostrato i nuovi rapporti di forza globali. Quali le conseguenze, per gli equilibri ambientali del pianeta?
Redazione GreenCity
Pubblicato il: 22/12/2009 nella categoria Ambiente.
|
|
Il risultato finale?
Il risultato finale parla chiaro: a vincere, su tutta la linea, sono stati i paesi che propugnano la libertà di inquinare, di emettere gas serra, di sfruttare le risorse naturali senza ritegno e senza regole.
Al momento della resa dei conti, eliminate una dopo l'altra tutte le bozze predisposte dalla Presidenza danese o dai suoi fiancheggiatori, chi si è trovato nella stanza dei bottoni per determinare l'esito della partita? Solo USA, Cina, India e Sudafrica. I Quattro Grandi nuovi padroni del mondo.
Al diavolo, l'UE, al diavolo l'IPCC, al diavolo l'UNFCC, al diavolo Tuvalu e tutti gli altri isolotti e atolli del Pacifico prime vittime dell'innalzamento del livello delle acque a seguito dei cambiamenti climatici. Enrico Cuccia, grande uomo-ombra dell'economia e della politica italiana per oltre mezzo secolo, diceva "le azioni si pesano, non si contano": ebbene, a Copenaghen si è seguito lo stesso filo ispiratore.
Quali sono i paesi che contano al mondo? Usa, Cina, India, Sudafrica.
L'UE? Gigante economico, topolino politico.
Il Sudamerica? Economicamente debole, politicamente nullo, altamente inaffidabile come alleato.
La Russia? Potenza solo locale, ormai, riesce ad intimidire solo l'Europa, grazie all'arma del gas.
Non sorprenda l'inserimento del Sudafrica: economia in grande espansione, politicamente sta scalando le posizioni – ospiterà il Mondiale FIFA l'anno prossimo, e questo la dice lunga sulla considerazione di cui gode a livello internazionale, ed è legata a Cina ed India economicamente ed anche dal punto di vista demografico (le comunità cinese ed indiana nel grande paese sudafricano sono molto forti). Le conseguenze a livello ambientale saranno pesantissime: "Priorità all'eradicazione della povertà", recita l'accordo stabilito dai Quattro Grandi. Il che, tradotto, significa nessun limite all'espansione economica, nessun controllo su come le risorse naturali vengano utilizzate e sfruttate. L'obiettivo è umanamente e moralmente condivisibile – chi mai potrebbe affermare "non vogliamo sollevare un miliardo di persone dalla povertà"? – ma il modo scelto da USA, Cina, India e Sudafrica per raggiungere l'obiettivo, ovvero la continuazione di quanto fatto finora, non ha proprio l'aria di rappresentare la strategia giusta.
Politicamente, abbiamo assistito all'ufficializzazione del nuovo assetto planetario: Europa e Russia fuori dai giochi, Nazioni Unite delegittimate (USA e Cina non sono mai state troppo tenere nei suoi confronti) al pari di tutte le agenzie ed istituzioni collegate, a partire dall'IPCC che ha ispirato l'intera scienza del clima fin dalla fine degli Anni Ottanta.
Navigazione:
Speciali: