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Energia |
Il contributo della politica energetica
L'energia rappresenta il punto principale delle discussioni a Copenhagen. Ecco una breve disamina della posizione dell'Unione Europea la riguardo
Redazione GreenCity
Pubblicato il: 01/12/2009 nella categoria Energia.
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Una politica ambiziosa a favore delle energie rinnovabili
Sin dagli anni 1990 l'UE ha iniziato a sviluppare ed incoraggiare l'utilizzo e la produzione di energie rinnovabili per sostituirle ai combustibili fossili. La promozione dell'energia rinnovabile permette di differenziare l'utilizzo delle fonti di energia e contribuisce alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico nonché allo sviluppo di nuove industrie e tecnologie.
Inizialmente i paesi dell'UE avevano concordato un obiettivo indicativo del 12% per l'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili entro il 2010. Per raggiungerlo sono state adottate nuove leggi che fissano obiettivi nazionali riguardo all'elettricità prodotta a partire da fonti d'energia rinnovabili ed ai biocarburanti nei trasporti, in modo da alzare la quota di energie rinnovabili nei paesi dell'UE. Inoltre il settore privato è stato incoraggiato a compiere gli investimenti necessari.
Nel 2007 i capi di Stato e di governo dell'UE hanno adottato una posizione ancor più rigorosa, fissando l'obiettivo di ricavare il 20% della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2020. In seguito a tale decisione sono stati fissati obiettivi nazionali diversi per ciascun paese, al fine di raggiungere il 20% per l'UE come entità unica. L'obiettivo del 20% di fonti rinnovabili presuppone un nuovo obiettivo vincolante: infatti entro il 2020 il 10% dei nostri carburanti destinati ai trasporti dovrà provenire da fonti rinnovabili, compresi i biocarburanti. Questi obiettivi permetteranno di aumentare in maniera radicale il ricorso alle energie rinnovabili.
In futuro aumenterà il ricorso alle biomasse (legno), al biogas e ai rifiuti biodegradabili, ad esempio nelle centrali elettriche, nonché alla cogenerazione, tecnica in base alla quale il vapore generato durante la produzione di elettricità non viene sprecato ma riutilizzato, ad esempio nei sistemi di riscaldamento urbano. Le caldaie a biomassa saranno sempre più diffuse negli edifici, sostituendo gli impianti di riscaldamento elettrici ad acqua calda o a combustibile liquido. È previsto anche un aumento dell'estrazione di calore dal suolo (fonti geotermiche) e del ricorso all'energia solare. L'aumento più marcato nella produzione di elettricità avverrà assai probabilmente nel campo dell'energia eolica, grazie alle turbine sempre più numerose ed efficaci. Infine un maggiore ricorso ai carburanti rinnovabili nei trasporti permetterà di ridurre le emissioni di CO2 di questo settore in rapida crescita.
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