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Il nuovo business dei rifiuti elettrici

Ormai i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche sono un vero e proprio business. Al convegno della fondazione Farefuturo, sul tema della gestione e recupero dei rifiuti come green business, sono stati divulgati i dati relativi al riciclo degli apparecchi elettrici.

Redazione GreenCity

Pubblicato il: 13/10/2009 nella categoria Ambiente.

Il nuovo business dei rifiuti elettrici

I rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sono un business, ma ''per stimolare tutta la filiera e incrementare la raccolta e' assolutamente necessario che il governo si attivi per stabilire regole chiare e ben definite''.
Lo chiede Ecodom, il consorzio per la raccolta e il riciclaggio degli elettrodomestici, che lo scorso anno ha trattato 30.573 tonnellate di Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), conta di gestirne oltre 70 mila nel 2009, e arrivare a 100 mila per il 2010.
Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, intervenuto al convegno della fondazione Farefuturo sul tema della “gestione e recupero dei rifiuti come green business” ha rimarcato come si tratti di un riciclo che e' in crescita ed e' virtuoso per l'ambiente. Vengono infatti recuperate e riutilizzate materie prime con un impatto energetico minore di quello necessario alla produzione di materie prime “nuove”.
''C'è poi un'altra valenza positiva: questi rifiuti contengono alcuni componenti pericolosi che e' necessario non buttare nell'ambiente, come il gas contenuto nei frigoriferi, Cfc, che non può essere disperso in atmosfera''.
''Lo scopo ambientale del nostro lavoro e' quello di cercare di catturare questi gas e smaltirli in sicurezza…Il trattamento di tre frigoriferi porta a un vantaggio ambientale pari elle emissioni di Co2 di un'automobile che percorre 50 mila chilometri'', riporta Arienti.
Al governo il direttore generale di Ecodom chiede ''in primo luogo due decreti che sono in ritardo di mesi, anzi, di anni: uno e' quello che rende possibile il ritiro “uno contro uno”, il secondo quello che prevede una serie di controlli sui soggetti obbligati... crediamo che nella filiera dei rifiuti, o ci sono controlli, o c'e' sempre qualcuno che tenta di fare il furbo''. Due decreti pronti da tempo ma mai emanati. Arienti chiede anche ''un tavolo di lavoro congiunto con tutti gli attori della filiera, per ragionare su questo sistema, che ha solo 20 mesi di vita e che quindi deve essere indirizzato, magari correggendo alcune impostazioni iniziali”.







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