Greenpeace manifesta davanti stabilimento svedese che mette in pericolo la grande foresta del nord

Pubblicato il: 16/10/2017
Autore: Redazione GreenCity

40 attivisti di Greenpeace da 7 paesi, Italia compresa, hanno bloccato gli ingressi a uno degli stabilimenti svedesi da cui si rifornisce Essity, multinazionale nota in Italia per il marchio "Tempo".

Questa mattina quaranta attivisti di Greenpeace Nordic hanno bloccato gli ingressi di Östrand, un importante stabilimento in cui si lavora cellulosa e che rifornisce Essity, principale azienda europea produttrice fazzoletti, carta igienica, asciugatutto e tovaglioli.
Gli attivisti, provenienti da sette diversi Paesi, hanno posto un container sulla strada di accesso allo stabilimento, dove i camion consegnano il legname. Sono stati inoltre bloccati i binari che conducono ad Östrand, così come la strada usata per trasportare la cellulosa. È stato infine aperto un grande banner con un messaggio diretto ad Essity: “Non gettare via le foreste”.
Östrand, di proprietà dell’azienda SCA, si rifornisce da compagnie di legname che stanno distruggendo aree identificate dalle autorità svedesi come aventi “valori di conservazione ecologica particolarmente elevati”.
La protesta pacifica di oggi arriva a pochi giorni di distanza dalla diffusione da parte di Greenpeace International del rapporto “Wiping Away the Boreal”, che rivela come nella filiera di approvvigionamento di Essity ci siano fornitori coinvolti nella distruzione di aree importanti della Grande Foresta del Nord in Svezia, Finlandia e Russia.
«È assurdo che Essity permetta che meravigliose aree di foresta vengano distrutte per produrre articoli usa e getta come i fazzoletti. L’azienda deve impedire che i propri fornitori sacrifichino parti fondamentali di foresta boreale», afferma Martina Borghi, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia.
Nelle scorse settimane l’organizzazione ambientalista ha lanciato una petizione online che ha già raggiunto più di 200 mila firme. «Centinaia di migliaia di persone hanno già aderito al nostro appello in difesa della foresta boreale», continua Borghi. «Ora Essity deve ascoltare la voce di queste persone e dei suoi stessi clienti: dobbiamo smettere di abbattere alberi ora, prima che la Grande Foresta del Nord venga fatta a pezzi e perda la sua preziosa biodiversità», conclude.

Categorie: Ambiente

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