Greenpeace a Malta: stop all'inquinamento della plastica

Pubblicato il: 06/10/2017
Autore: Redazione GreenCity

Conferenza "Our Ocean" a Malta, Greenpeace e Break Free from Plastic: «L’inquinamento causato dalla plastica è un mostro che va fermato».

Un drago di quattro metri per quattro che sputa plastica usa e getta è stato installato alla Conferenza internazionale "Our Ocean 2017" di Malta per denunciare il problema globale dell’inquinamento derivante dalla plastica.
Il Movimento Break Free From Plastic (BFFP), di cui Greenpeace fa parte, chiede che i principali responsabili di questo disastro, tra cui le aziende che producono beni di largo consumo come Nestlé, Unilever, Procter & Gamble, Coca-Cola e PepsiCo, smettano di produrre plastica monouso e che i politici adottino misure legislative efficaci contro l’usa e getta.
La Conferenza "Our Ocean 2017" riunisce rappresentanti dei governi, della società civile, del mondo scientifico, della finanza e dell’economia di tutto il mondo, per discutere della protezione degli oceani. Quest'anno il focus di discussione è incentrato sui rifiuti marini.
Ogni anno finiscono in mare dalla terraferma fino a 12 milioni di tonnellate di plastica, perlopiù oggetti usa e getta e imballaggi. E il problema non sembra diminuire: si prevede un aumento della produzione ma la gestione dei rifiuti e il riciclaggio non riescono a stare al passo con questo incremento, pertanto sono anche le aziende a dover farsi carico del problema. "
Our Ocean 2017" è dunque un'occasione per i Paesi e le aziende di tutto il mondo per iniziare a risolvere il problema alla fonte garantendo ad esempio la graduale eliminazione della plastica monouso piuttosto che concentrarsi solo sulle soluzioni di fine ciclo, come il riciclaggio o lo smaltimento dei rifiuti.

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"Break Free from Plastic e Greenpeace invitano inoltre i cittadini di tutto il mondo ad unirsi a questo movimento e ad attivarsi per contribuire a identificare le principali aziende e i marchi responsabili dell’inquinamento da plastica. A questo scopo a settembre nelle Filippine, grazie al coinvolgimento di tanti volontari, è stata realizzata un’intensa attività di pulizia delle spiagge utilizzando la metodologia del “Brand Audit”, ovvero la verifica e identificazione del marchio presente nei rifiuti recuperati. “Brand Audit” si stanno realizzando anche in Europa, in Croazia, Spagna e Paesi Bassi. I primi risultati suggeriscono che grandi aziende che producono beni di largo consumo quali Nestlé, Unilever, Procter & Gamble, Colgate-Palmolive, PepsiCo e Coca-Cola, sono tra i principali inquinatori" scrive Greenpeace in una nota. 
Tutti i dati e i dettagli della metodologia utilizzata possono essere consultati all'indirizzo http://plasticpolluters.org.
«La nuova metodologia ideata per la verifica e identificazione dei marchi, testata in diversi Paesi, sta rivelando che i maggiori responsabili dell’inquinamento da plastica sono alcune tra le più grandi aziende del mondo, e sono chiaramente quelle che devono assumersi le responsabilità», dichiara Serena Maso, della campagna mare di Greenpeace Italia. «La produzione e l'utilizzo quotidiano di quantità enormi di plastica monouso è devastante per i nostri oceani. L'unica soluzione è fermare la cattiva abitudine di utilizzare prodotti usa e getta, sviluppando modelli alternativi di fornitura dei prodotti e iniziare ad eliminare gradualmente la plastica usa e getta».

Categorie: Ambiente

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