Area Marina Protetta delle Isole Egadi: l'impegno di Rio Mare per la tutela dell’ecosistema marino

Pubblicato il: 04/07/2017
Autore: Redazione GreenCity

Pesca a strascico illegale ridotta dell’85% grazie al posizionamento di dissuasori antistrascico, 20 dei quali installati grazie a Rio Mare.

Il progetto triennale di Rio Mare realizzato insieme all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi continua a dare ottimi frutti: se lo scorso anno è stata registrata una riduzione dell’80% della pesca a strascico illegale sotto costa attorno alle Isole Egadi, quest’anno il risultato è ancora più soddisfacente, poiché è stata raggiunta una diminuzione dell’85%. Grazie infatti al posizionamento di dissuasori antistrascico ripopolanti - 20 dei quali installati grazie a Rio Mare - è stato possibile ridurre la pesca illegale che danneggia i fondali, distrugge la prateria di Posidonia oceanica e riduce gravemente la fauna ittica.
Alla riduzione della pesca a strascico illegale si è aggiunto un altro tassello: a partire da settembre 2015, infatti, sono stati salvati 21 esemplari di tartarughe Caretta caretta, di cui il 64% ha raggiunto la completa riabilitazione dopo che queste erano state ferite o si sono trovate in difficoltà a causa di ingestione di plastica o lenze da pesca, interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche. Non solo, grazie a una delle 7 foto trappole che Rio Mare ha contribuito ad installare nelle grotte delle Isole Egadi è stato anche registrato il ritorno della Foca monaca nelle coste siciliane, evento unico considerata la rarità di questa specie e la scarsità di informazioni sulla sua presenza nei nostri mari. 
Sono questi i risultati dell’iniziativa di Rio Mare, una delle prime di questo genere per durata e investimento realizzata da privati in Italia, volta a salvaguardare la biodiversità e a favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali delle Isole Egadi attraverso il finanziamento di 3 progetti.
Oltre alla tutela della Posidonia oceanica - il “polmone verde” del Mediterraneo che fornisce rifugio e nutrienti a innumerevoli specie, contrasta l’erosione delle coste e combatte i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale - il progetto comprende il sostegno al Centro di Primo Soccorso delle Tartarughe marine a Favignana per il ricovero di esemplari feriti o in difficoltà e che svolge anche la funzione di centro visite, centro di educazione ambientale e laboratorio didattico, importante nell’ottica della sensibilizzazione di turisti, bambini e studenti sul rispetto delle specie marine protette. 4.800 persone hanno visitato il Centro tartarughe nel 2016 e i numeri nel 2017 sono in forte crescita.
Inoltre, l’iniziativa fortemente voluta da Rio Mare ha previsto anche la gestione dell’Osservatorio della Foca monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo, uno spazio dedicato allo svolgimento delle ricerche finalizzate allo studio della Foca monaca oltre ad essere, in estate, centro visite e info point aperto al pubblico.

Categorie: Ambiente

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