UE Canada: Coldiretti, accordo CETA è regalo a lobby industriali

Pubblicato il: 28/06/2017
Autore: Redazione GreenCity

Coldiretti: "L’accordo di libero scambio con il Canada legittima tra la'ltro la pirateria alimentare che tanti danni provoca al sistema produttivo Made in Italy".

"L’accordo CETA è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che colpisce il vero Made in Italy e favorisce la delocalizzazione, con riflessi pesantissimi sul tema della trasparenza e delle ricadute sanitarie e ambientali". E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del primo voto del Senato sull’accordo di libero scambio tra Unione e Canada ha partecipato al presidio in piazza del Pantheon a Roma insieme a Cgil, Arci, Legambiente, Greenpeace, Adusbef, Movimento consumatori, Federconsumatori, Slowfood, Fairwatch.
"Il Ceta – denuncia la Coldiretti – uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia perché accusato di essere cancerogeno. Oltre la metà del grano importato dall’Italia arriva proprio dal Canada dove le lobby in vista dell’accordo CETA sono già al lavoro contro l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta previsto per decreto e trasmesso all’Unione Europea, trovando purtroppo terreno fertile anche in Italia".
"A rischio – continua Coldiretti –  è lo stesso principio di precauzione, visto che la legislazione canadese ammette l’utilizzo di prodotti chimici vietati in Europa. Ma l’accordo di libero scambio con il Canada legittima inoltre la pirateria alimentare che tanti danni provoca al sistema produttivo Made in Italy, accordando il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti più tipici, dal Parmiggiano al Prosciutto di Parma".
Secondo la Coldiretti delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con il via libera all’uso di libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori (un esempio è il parmesan) e alla possibilità di usare le espressioni “tipo; stile o imitazione”. "E peserebbe anche - continua la Coldiretti - l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero".
"E’ necessaria quindi - conclude Coldiretti - una valutazione ponderata e approfondita dell’argomento che non puo’ esaurirsi in pochi giorni di una bollente estate, soprattutto in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi che grava sul trattato".

Categorie: Ambiente

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