Cittadini per l’aria con Nabu nella battaglia alle emissioni navali

Pubblicato il: 30/11/2016
Autore: Redazione GreenCity

Dopo le città portuali di Genova e Venezia, è la volta di La Spezia. Previsti ulteriori rilevamenti su tutto il territorio nazionale.

“Facciamo respirare il Mediterraneo” è il progetto che Cittadini per l’Aria sta portando avanti dallo scorso agosto con la ONG tedesca NABU al fine di stimolare le istituzioni italiane affinché pianifichino l’implementazione di misure aggiuntive per ridurre le emissioni in atmosfera.
L’iniziativa, che in Italia mira a coinvolgere Autorità Portuali, Capitanerie di Porto, Aree Marine Protette, Comuni, Regioni, si propone di ottenere dagli stati membri europei che affacciano sul Mediterraneo la designazione delle loro acque nazionali e l’intero Mediterraneo quale “Zona controllata per le emissioni di Zolfo” (SECA - Sulphur Emission Control Area), stabilendo un contenuto di zolfo limitato per i carburanti delle navi. Oltre l’Italia, le nazioni coinvolte sono Grecia, Spagna e Francia, Malta.
L’attività dei mesi scorsi ha agito come stimolo per altri soggetti che sulle orme del progetto si sono a loro volta mobilitati. Un esempio è l’iniziativa del Comitato di cittadini SpeziaViaDalCarbone che alla Spezia ha analizzato i dati di una centralina di rilevamento di Arpal in adiacenza alla banchina di attracco delle navi da crociera. La scheda pubblicata evidenzia una stretta correlazione tra la sosta delle navi da crociera e l’innalzamento dei picchi di inquinamento atmosferico. In seguito alla denuncia del Comitato, Arpal, il Comune della Spezia e la Capitaneria di Porto si sono attivati per mettere in atto nuovi e più stringenti controlli.
“Già dallo scorso mese di Agosto Cittadini per l’Aria ha organizzato diversi incontri con l’Autorità Portuale e la Capitaneria di Porto della Spezia – dichiara Anna Gerometta, Presidente di Cittadini per l’Aria – le quali hanno condiviso la nostra proposta di utilizzare combustibili con contenuto di zolfo inferiore a 0,1% ben prima dell’ormeggio (come previsto dalla normativa vigente) e ben fuori dal Golfo della Spezia”.
“Possiamo dirci orgogliosi e soddisfatti che il nostro lavoro, appena iniziato, – continua Anna Gerometta – funga da motore per iniziative analoghe da parte di altri enti e associazioni, che si schierano al nostro fianco in questa battaglia ambientale di fondamentale importanza per la salute di ognuno di noi”.
Campagne di monitoraggio delle emissioni sono state condotte finora a Genova, Venezia e La Spezia e ne verranno effettuate altre su tutto il territorio nazionale. I dati riscontrati dai controlli effettuati in queste tre città, visionabili nella scheda tecnica in allegato, sono una fotografia chiara di quanto il passaggio delle navi comporti un grave innalzamento del livello di inquinamento atmosferico.

Categorie: Ambiente

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